Menu

Youtube Gallery Module

Video list or Theme not selected

Lessico politico III: Beni comuni / Capitale / Lavoro

Convinti dell’importanza di dare continuità alla riflessione sui termini intorno ai quali si sviluppa l’attuale dibattito politico, abbiamo progettato, in collaborazione con il Comune di Polistena, tre incontri pubblici che avranno come oggetto alcuni concetti chiave del pensiero filosofico sulla politica, sul diritto e sulla economia. 

L’obiettivo è quello di riattivare la discussione critica, coinvolgendo la cittadinanza su questioni decisive per la costruzione di una partecipazione attiva e consapevole alla vita pubblica. Insieme a Ugo Mattei (Università di Torino), Roberto Finelli (Università di Roma Tre) e Riccardo Bellofiore (Università di Bergamo) ragioneremo intorno a tre temi – Beni comuni, Capitale, Lavoro – che hanno animato la teoria e la prassi fin dall’età moderna, il cui significato ci appare cruciale per la critica al sistema e per le alternative da inventare.

 TUTTI GLI INCONTRI SI TERRANNO
A POLISTENA IN PIAZZA DELLA REPUBBLICA

 

BENI COMUNI --> Ugo Mattei, 02/06 ore 18.30

I beni comuni sono a titolarità diffusa, appartengono a tutti e a nessuno, nel senso che tutti devono poter accedere ad essi e nessuno può vantare pretese esclusive. Devono essere amministrati muovendo dal principio di solidarietà. Incorporano la dimensione del futuro, e quindi devono essere governati anche nell’interesse delle generazioni che verranno. In questo senso sono davvero patrimonio dell’umanità (Stefano Rodotà).

Una prima lista comprende l’aria, l’acqua, le terre demaniali, i mari e le foreste, lo spazio, l’energia, i saperi, l’educazione, la salute, l’energia, i trasporti pubblici, le comunicazioni e l’informazione di base, la sicurezza, la giustizia, le attività finanziarie di base, le istituzioni politiche. Nei beni comuni rientra anche il lavoro (Bruno Amoroso).

 

CAPITALE --> Roberto Finelli, 07/06 ore 18.30

Il capitale è un rapporto sociale di produzione. Esso è un rapporto borghese di produzione. Il capitale non è dunque soltanto una somma di prodotti materiali; esso è una somma di merci, di valori di scambio, di grandezze sociali [...]. Come dunque una somma di merci, di valori di scambio, diventa capitale? Per il fatto che essa, come forza sociale indipendente, cioè come forza di una parte della società, si conserva e si accresce attraverso lo scambio con il lavoro vivente, immediato. L'esistenza di una classe che non possiede null'altro che la capacità di lavorare è una premessa necessaria del capitale (Karl Marx).

 

LAVORO --> Riccardo Bellofiore, 19/06 ore 18.30

Il lavoro annuale di ogni nazione è il fondo da cui originariamente provengono tutti i mezzi di sussistenza e di comodo che essa annualmente consuma, e che sempre consistono del prodotto diretto del lavoro o di ciò che con esso viene acquistato da altre nazioni. A seconda, quindi, che questo prodotto o ciò che si acquista con esso sia in proporzione maggiore o minore al numero di coloro che lo consumano, la nazione sarà provvista in modo più o meno abbondante dei mezzi di sussistenza e di comodo che le occorrono (Adam Smith).

 

 

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter
Last modified onFriday, 24 May 2019 17:33

Media

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter
back to top

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Se continui ad utilizzare questo sito accetti la cookies policy.