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Polisofia

Nel 2012, presso la casa editrice Nuova Cultura di Roma, esce la prima pubblicazione di Scholé in cui sono raccolti gli interventi che studenti, neo-laureati e dottorandi provenienti da tutta Italia hanno pronunciato durante le prime due edizioni della Scuola Estiva. Tante voci e un unico tema di fondo: il nesso fra filosofia e politica, pensiero e potere, teoria e prassi. Il neologismo che dà il titolo all'opera condensa lo spazio della città e la sfera del sapere, volendo così indicare l'idea guida che anima la Scuola nel suo intimo. Il libro è impreziosito dagli inediti di Pietro Barcellona e Mario Alcaro. Qui di seguito proponiamo la nota di Alessandra Mallamo e Angelo Nizza, i curatori del volume.

Filosofia e politica. La problematica prossimità di questi due termini è stato il momento iniziale di un percorso che ci ha portato a pensare, dentro la dimensione pubblica, i limiti del sistema capitalistico e della democrazia rappresentativa, soprattutto in un momento come questo, che ne evidenzia le rotte di collisione. Nell’emergenza in cui ci si trova sempre a riflettere, la polisofia finisce per rappresentare non solo la relazione tra due saperi (o forse tra sapere e potere) ma anche un modello di pensiero che è, in primo luogo, plurale. Filosofia e politica anche come saggezza della politica e pluralità della filosofia.

In questa prospettiva il volume raccoglie i contributi forniti da giovani studiosi durante le prime due edizioni della Scuola estiva di Alta formazione in filosofia “Giorgio Colli” di Roccella Jonica. Li abbiamo riuniti insieme tentando di individuare un filo rosso nelle parole ‘polis’ e ‘sophia’, tanto care al panorama filosofico greco, quanto storicamente legate al territorio della Locride, antica colonia ellenica da dove il progetto di questo libro è partito a pensare il presente. E per farlo sono venuti in aiuto tanto gli autori antichi, quanto quelli moderni e contemporanei. I saggi che seguono sono il frutto delle letture compiute individualmente dai rispettivi autori, tuttavia, prima di essere articolato nella sua forma definitiva, ciascun testo è stato pronunciato e discusso dal vivo, in pubblico, criticato e sottoposto alle cure del metodo dialogico. Questo, infatti, è il basso continuo della Scuola, cioè il confronto aperto sui problemi, coinvolgendo la città e proponendo, quindi, un modello di discussione in cui ogni partecipante è messo alla pari di ogni altro, che sia egli un esperto del settore oppure no.
La raccolta si compone di dieci interventi, per ognuno dei quali è stato individuato un termine chiave, una parola di riferimento che appartiene al lessico della contemporaneità e che il testo reinterroga criticamente; non tanto per chiudere il cerchio intorno a un significato dato definitivamente, quanto per aprire nuovi orizzonti di senso nell’ambito dell’eloquio quotidiano. Come nei giochi linguistici di Wittgenstein vige la regola dell’ontologia piatta, secondo cui non può essere logicamente fondato un linguaggio gerarchicamente superiore che possa rendere conto di quello intricato di tutti i giorni, allo stesso modo, crediamo che la speculazione filosofica abbia spazio logico sempre e soltanto se la si considera, in primo luogo, sul piano della prassi. In quest’ottica nasce la struttura orizzontale del libro che permette al lettore di muoversi liberamente tra i lemmi e le pagine creando interpretazioni e linee di senso assolutamente personali, tanto che l’ordine che abbiamo scelto per i testi è sempre del tutto riscrivibile. Il gioco consiste nel linkare i termini e, dunque, i saggi secondo direzioni ogni volta differenti.
L’unica vera scelta che possiamo attribuirci è quella dei termini stessi che compongono questo proditorio dizionario, ovviamente essa non ha pretese di esaustività o di omogeneità, più precisamente è stata, come si diceva, una questione di emergenza, poiché sono le domande stesse a emergere in situazioni di crisi. Alla riflessione sull’idea di politica ci è sembrato che dovesse fare da controcanto quella sull’antipolitica, che è il cuore del problema politico contemporaneo nella nostra realtà. Con l’intento di interrogare due dei pilastri della democrazia rappresentativa si è indagato sull’idea di socialità e di maggioranza. La questione dei diritti si accorda con quella dell’etica e della responsabilità mentre il concetto di straniero problematizza quello di mondo e viceversa. Sviluppare poi alcuni dei possibili sensi della parola cultura e della parola tecnica ha significato anche chiedersi che cosa possiamo farcene oggi del nostro sapere. Infine ci è sembrato importante svolgere una riflessione sulla felicità, a cui sempre ambisce, sinceramente o insinceramente, il nostro agire.
Il lavoro si apre e si chiude con i saggi di Pietro Barcellona e Mario Alcaro: l’uno riflette sul senso stesso del filosofare, l’altro, attraverso Tommaso Campanella, sulle possibilità politiche della filosofia. I due testi, posti ai lati quasi fossero due ali, abbracciano l’intero percorso e lo arricchiscono di significato.
Ci piacerebbe che i lettori di questo libro diventassero nostri interlocutori, ed è per questo che esortiamo ciascuno di loro a dibattere su questi temi partecipando alle annuali sessioni della Scuola oppure intervenendo sul nostro blog: www.filosofiaroccella.blogspot.com nella sezione appositamente dedicata a questa pubblicazione. Il motivo di tale invito è chiaro: questa piccola impresa collettiva, come si vede dalle tante altre voci che accompagnano i saggi e che si sono impegnate affinché il progetto si realizzasse, è nata con un problema ma non si conclude con la conquista di una soluzione, soprattutto, non si conclude. Il vero risultato è nella messa in atto di una pratica che consiste nel fare analisi dell’attualità attraverso la riflessione filosofica, da un lato, e di fare filosofia facendo presente, dall’altro.

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