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Riflessioni, appunti e pensieri in ordine sparso. Se volete contribuire con un articolo, scriveteci a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

 

Frammenti di "Composizioni"

il 5 dicembre con Claudia Melica (IISF Scuola di Roma) e con l'amico e artista Fabio Macagnino ha avuto luogo una sorta di esperimento, che per mancanza di una definizione adeguata, vista la novità, abbiamo definito come uno spettacolo filosofico-musicale, svoltosi presso Marina di Gioiosa Ionica alla Biblioteca M. P. Castagna. Visto il lavoro sui testi fatto dai due autori e l'interesse della gente presente alla serata possiamo dire che l'esperimento è pienamente riuscito.

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Pensiero e linguaggio nel Leopardi di Biscuso

Al termine della ricca (e colta) relazione di Massimiliano Biscuso intorno al rapporto tra poesia e filosofia in Giacomo Leopardi mi torna alla mente l’ormai classica immagine dello psicologo marxista Lev Semënovič Vygotskij circa l’intersecazione tra pensiero e linguaggio negli animali umani. Un’associazione di idee, nulla di più, e però una coincidenza suggestiva.

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Quando è difficile cambiare il mondo, nota all'incontro con Bruno Centrone

Una bella serata quella che abbiamo trascorso con il Professore Bruno Centrone (Università di Pisa, Scuola Normale Superiore), per il primo incontro della Scuola di altra formazione in filosofia "Mario Alcaro" siamo stati a Siderno Superiore (nuovo Comune partner nell'organizzazione della Scuola), ospiti del suggestivo Palazzo De Moià,  uno di quei posti che non ti aspetti e che allo stesso tempo ha l'atmosfera di un passato familiare che incanta. 

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Mezzi e fini. Materiali per pensare 10: Louis Althusser

Louis Althusser (Birmandreis, 16 ottobre 1918 – La Verrière, 22 ottobre 1990) è stato un filosofo francese considerato uno dei protagonisti dello strutturalismo degli anni Sessanta. Il centro della sua riflessione è proprio una lettura in chiave strutturalista del pensiero di Marx e in questo senso il carattere scientifico del marxismo consisterebbe nell'abbandono di una prospettiva antropocentrica.

Nel testo da cui riprendiamo il brano qui pubblicato, il filosofo francese fa emergere la profondità della riflessione di Machiavelli, considerato il primo, e forse l'unico, a «pensare l'impensabile», ad aver elaborato una teoria (per definizione situata nella dimensione dell'universale) della e nella congiuntura (per definizione singolare) con il risultato di mettere la pratica politica concreta al primo piano di ciò a cui è in genere irriducibile: la teoria.In questa "pratica teorica" il discorso sui mezzi e i fini è un punto cardine della riflessione, per quanto riguarda l'agire del Principe Nuovo e per ciò che concerne la filosofia in se stessa.

 

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Mezzi e fini. Materiali per pensare 09: Gustavo Zagrebelsky

Gustavo Zagrebelsky Socio Costituzionalista dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti, già professore ordinario di Diritto Costituzionale presso l'Università di Torino e presso l'Università degli studi di Sassari, è stato nominato giudice costituzionale dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro il 9 settembre 1995, prestando giuramento il 13 settembre 1995. Il 28 gennaio 2004 è stato eletto presidente della Corte costituzionale, carica che ha ricoperto fino allo scadere del suo mandato il 13 settembre 2004.
Attualmente è professore emerito dell'Università di Torino.

Il nostro è il tempo grigio del nichilismo, non quello colorato della politica. Paralisi della rappresentanza, congelamento della competizione politica, perdita di significanza delle promesse e dei programmi elettorali, condivisione e larghi incontri, predominio del governo nella sua versione tecnica ed esecutiva di volontà altrui e sovrastanti: tutto ciò è quanto può riassumersi nell'espressione, ormai d'uso corrente, di 'post-democrazia', parola che può assumersi nel significato di 'divieto di discorso sui fini'.
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La difficoltà di dire no. Dedicato alla gente di Grecia

Nell’evoluzione delle specie viventi la negazione compare solamente negli esseri provvisti di linguaggio verbale. Chi è capace di negare non è una pianta né un dio e neanche un animale privo di voce articolata. Perfino quel genio di Magritte non ha saputo trovare miglior soluzione al problema su come esprimere l’incongruenza tra l’immagine non linguistica della pipa e la pipa reale senza introdurre la parola “non” all’interno del quadro.

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