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Riflessioni, appunti e pensieri in ordine sparso. Se volete contribuire con un articolo, scriveteci a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

 

La difficoltà di dire no. Dedicato alla gente di Grecia

Nell’evoluzione delle specie viventi la negazione compare solamente negli esseri provvisti di linguaggio verbale. Chi è capace di negare non è una pianta né un dio e neanche un animale privo di voce articolata. Perfino quel genio di Magritte non ha saputo trovare miglior soluzione al problema su come esprimere l’incongruenza tra l’immagine non linguistica della pipa e la pipa reale senza introdurre la parola “non” all’interno del quadro.

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Mezzi e fini. Materiali per pensare 08: Stefano Rodotà

Stefano Rodotà è professore emerito di Diritto civile dell'Università di Roma La Sapienza. È tra gli autori della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. È stato presidente dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali e ha presieduto il gruppo europeo per la tutela della privacy.

 

La solidarietà è una pretesa anacronistica, inconsapevole di una società divenuta liquida, perennemente segnata dal rischio, dilatata nel globale? I principi appartengono al tempo delle grandi 'narrazioni' cancellate dalla post-modernità?
La solidarietà è un principio nominato in molte costituzioni, invocato come regola nei rapporti sociali, è al centro di un nuovo concetto di cittadinanza intesa come uguaglianza dei diritti che accompagnano la persona ovunque sia. Appartiene a una logica inclusiva, paritaria, irriducibile al profitto e permette la costruzione di legami sociali nella dimensione propria dell'universalismo. Di legami, si può aggiungere, fraterni, poiché la solidarietà si congiunge con la fraternità. Nei tempi difficili è la forza delle cose a farne avvertire il bisogno ineliminabile. Solo la presenza effettiva dei segni della solidarietà consente di continuare a definire 'democratico' un sistema politico.
L'esperienza storica ci mostra che, se diventano difficili i tempi per la solidarietà, lo diventano pure per la democrazia.

 

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Mezzi e fini. Materiali per pensare 07: Amartya Sen

Amartya Sen (Santiniketan, Bengala, 1933) ha insegnato a Calcutta, Cambridge, Delhi, alla London School of Economics, Oxford e Harvard. Premio Nobel per l'economia nel 1998, è stato fino al 2004 rettore del Trinity College di Cambridge.

Lo sviluppo, sostiene Amartya Sen, dev'essere inteso come processo di espansione delle libertà reali di cui godono gli esseri umani, nella sfera privata come in quella sociale e politica. Di conseguenza la sfida dello sviluppo consiste nell'eliminare i vari tipi di "illibertà", tra cui la fame e la miseria, la tirannia, l'intolleranza e la repressione, l'analfabetismo, la mancanza di assistenza sanitaria e di tutela ambientale, la libertà di espressione, che limitano o negano all'individuo, uomo o donna, l'opportunità e la capacità di agire secondo ragione e di costruire la vita che preferisce.
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Mezzi e fini. Materiali per pensare 06: Hannah Arendt

 

Hannah Arendt (Hannover 1906 - New York 1975), è stata allieva di Husserl, Heidegger e Jaspers, quindi profuga in Francia, infine cittadina americana, insegnò filosofia politica a Chicago e New York.

 

“Gli assiomi della teoria politica arendtiana si riferiscono a tre condizioni fondamentali della nostra esistenza (nel duplice senso di «condizionamenti» e di «situazioni costitutive»). La prima condizione è l'ambiente naturale, organico e inorganico, in cui vive l'uomo, la Terra. L'attività che corrisponde a tale condizione è il "lavoro", con cui la specie umana assicura la propria sopravvivenza. Il tipo corrispondente è "animal laborans". La seconda condizione è l'insieme di artefatti di cui l'uomo si circonda per dare permanenza alla sua vita sulla terra. Questo insieme costituisce il Mondo umano, a cui corrispondono l'attività dell'operare e il tipo dell'"homo faber". La terza condizione […] è ciò che i greci chiamavano "polis", ovvero lo spazio pubblico in cui gli uomini possono entrare in relazione gli uni con gli altri, e conservare la memoria dei loro atti mediante il discorso. L'attività corrispondente è l'"agire", nel senso della "politeia", e il tipo umano attivo in questo spazio pubblico è quello che Aristotele definisce "zoon politikon”.

 

Le tre attività compongono là "vita activa", distinta dalla "vita contemplativa", che si svolge nell'interiorità dei soggetti e non comporta né attività esteriori né relazioni con gli altri uomini.”

 

(Alessandro Dal Lago)

 

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Mezzi e fini. Materiali per pensare 05: Aristotele

Una buona parte del Libro I della Politica riguarda la crematistica, ovvero "l'amministrazione delle ricchezze" (da chrèmata, «cose, sostanze»). Aristotele precisa che la crematistica che può essere considerata parte dell'economia domestica è quella "naturale", cioè quella che concerne le ricchezze come beni necessari per vivere bene. Il filosofo fa notare come, logicamente, questo tipo di ricchezza abbia un limite ben determinato, stabilito proprio dal suo fine (vivere bene), e perciò può essere considerata moralmente legittima. Vi è poi un secondo tipo di crematistica, che mira ad acquisire ricchezze illimitate e quindi non fa parte dell'economia, perchè a invertirsi è esattamente il rapporto tra i mezzi e fini, essendo il fine illimitato e non essendolo i mezzi. Il testo ha forse una lettura un po' difficoltosa, bisogna infatti tenere presente che l'approccio analitico di Aristotele è sempre molto scientifico, ma varrà la pena arrivare fino in fondo per riassaporare la profondità a la lucidità con cui la penna dello Stagirita attraversa il foglio e il tempo per arrivare fino a noi.

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Mezzi e fini. Materiali per pensare 03: Salvatore Veca

 

Nello spazio dei fini

L'idea dello sviluppo umano come libertà delle persone si colloca nello spazio dei fini, cui ho fatto cenno sin dalle prime pagine. Ora, se accettiamo che la libertà, l'eguale libertà delle persone, è il valore politico che ha priorità, siamo naturalmente indotti a chiederci quanto ineguaglianze, disparità e differenze nelle condizioni e nelle capacità sociali, economiche, culturali rendano ineguale, a volte intollerabilmente ineguale, il valore che l'eguale libertà ha per le persone.

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Mezzi e fini. Materiali per pensare 02: Immanuel Kant

Il contributo di Kant alla Scuola Estiva 2015 è un brano tratto da La Fondazione della metafisica dei costumi (1785), che è il primo scritto dedicato dal  filosofo a una esposizione della sua teoria morale. Nel passo che proponiamo Kant spiega che l'imperativo categorico è il solo e unico principio a priori della ragione, che comanda alla volontà di essere buona in se stessa, cioè di agire prescindendo da qualunque inclinazione sensibile e da qualunque fine particolare, assumendo un punto di vista universale. 

 

Agisci in modo da considerare l'umanità come fine, e mai come semplice mezzo.

 

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