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Gianni Vattimo

Biografia

Gianni Vattimo è uno fra i più importanti filosofi italiani contemporanei. Già studente del liceo classico Vincenzo Gioberti e poi allievo di Luigi Pareyson, si è laureato in filosofia nel 1959 a Torino. Negli anni cinquanta ha lavorato ai programmi culturali della Rai. Ha conseguito la specializzazione a Heidelberg, con Karl Löwith e Hans Georg Gadamer, di cui ha introdotto il pensiero in Italia. Nel 1964 è diventato professore incaricato e nel 1969 ordinario di estetica all'Università di Torino, nella quale è stato preside, negli anni settanta, della facoltà di Lettere e Filosofia. Dal 1982 al 2008 è stato ordinario di filosofia teoretica presso la stessa università. In seguito è stato nominato professore emerito, titolo che non gli precluse, in futuro, lo svolgimento di eventuali attività didattiche presso la suddetta università.
Ha insegnato come visiting professor negli Stati Uniti e ha tenuto seminari in diversi atenei del mondo. È stato direttore della Rivista di estetica, membro di comitati scientifici di varie riviste italiane e straniere, socio corrispondente dell'Accademia delle Scienze di Torino, nonché editorialista per i quotidiani La Stampa e La Repubblica e per il settimanale L'espresso. Attualmente dirige la rivista Tropos. Rivista di ermeneutica e critica filosofica (edita da Aracne Editrice). Per le sue opere ha ricevuto lauree honoris causa dalle università di La Plata, Palermo, Madrid e dalla Universidad Nacional Mayor de San Marcos di Lima. È stato più volte docente alle Vacances de l'Esprit (1995, 1997 e 2004).

Pensiero

Nelle sue opere Vattimo si è occupato dell'ontologia ermeneutica contemporanea, proponendone una propria interpretazione, che ha chiamato pensiero debole, in contrapposizione con le diverse forme di pensiero forte dell'Otto-Novecento: l'hegelismo con la sua dialettica, il marxismo, la fenomenologia, la psicanalisi, lo strutturalismo. In questo senso deve essere almeno segnalata la grande e decisiva importanza che assume nel suo pensiero la nozione di nichilismo, che rimette all'eredità di Nietzsche e Heidegger e si lega a vari temi vattimiani (dall'etica, alla politica, dalla religione - l'indebolimento di Dio - alla teoria della comunicazione). Con le sue opere più recenti (in particolare Credere di credere) ha rivendicato al proprio pensiero anche la qualifica di autentica filosofia cristiana per la postmodernità.
Avvalendosi infatti della visione cristiana del maestro Pareyson e del teologo Sergio Quinzio, Vattimo rifiuta l'identificazione di Dio nell'essere razionale, così come concepito dalla tradizione filosofica occidentale. Di Pareyson e Quinzio, però, non condivide la visione religiosa tragica. Suggestionato dalle opere dell'antropologo francese René Girard, Vattimo legge la vicenda di Cristo come rifiuto di ogni sacrificio, anzitutto umano ed esistenziale. La kénosis (lett. "svuotamento") divina è a vantaggio della libertà e della pace umana.
Le ultime posizioni del filosofo rappresentano una svolta, sia nella sua impostazione filosofica dell'interpretazione del presente, sia nel campo dell'attività politica. Nel 2004 abbandona il partito dei Democratici di Sinistra e abbraccia il marxismo rivalutandone positivamente l'autenticità e validità dei principi progettuali, auspicando un "ritorno" al pensiero del filosofo di Treviri e a un comunismo epurato dagli sviluppi delle distorte politiche pubbliche sovietiche da superare dialetticamente. Per quanto la svolta possa apparire contraddittoria con le precedenti posizioni, Vattimo rivendica la continuità delle nuove scelte con il processo di ricerca sul pensiero debole, pur ammettendo il cambiamento di "molte delle sue idee". È lo stesso Vattimo a parlare di un "Marx indebolito", ovvero di una base ideologica capace di illustrare la vera natura del comunismo e adatta nella pratica politica a superare ogni tipo di pudore liberal. L'approdo al marxismo si configura quindi come una tappa dello sviluppo del pensiero debole, arricchito nella prassi da una prospettiva politica concreta.

Opere principali

Il concetto di fare in Aristotele, Giappichelli, Torino, 1961
Essere, storia e linguaggio in Heidegger, Filosofia, Torino, 1963
Ipotesi su Nietzsche, Giappichelli, Torino, 1967
Poesia e ontologia, Mursia, Milano 1968
Schleiermacher, filosofo dell'interpretazione, Mursia, Milano, 1968
Introduzione ad Heidegger, Laterza, Roma-Bari, 1971
Il soggetto e la maschera, Bompiani, Milano, 1974
Le avventure della differenza, Garzanti, Milano, 1980
Al di là del soggetto, Feltrinelli, Milano, 1981
Il pensiero debole, Feltrinelli, Milano, 1983 (a cura di G. Vattimo e P. A. Rovatti)
La fine della modernità, Garzanti, Milano, 1985
Introduzione a Nietzsche, Laterza, Roma-Bari, 1985
La società transparente, Garzanti, Milano, 1989
Etica dell'interpretazione, Rosenberg & Sellier, Torino, 1989
Filosofia al presente, Garzanti, Milano, 1990
Oltre l'interpretazione, Laterza, Roma-Bari, 1994
Credere di credere, Garzanti, Milano, 1996
Vocazione e responsabilità del filosofo, Il Melangolo, Genova, 2000
Dialogo con Nietzsche. Saggi 1961-2000, Garzanti, Milano, 2001
Tecnica ed esistenza. Una mappa filosofica del Novecento, Bruno Mondadori, Milano, 2002
Dopo la cristianità. Per un cristianesimo non religioso, Garzanti, Milano, 2002
Nichilismo ed emancipazione. Etica, politica e diritto, a cura di S. Zabala, Garzanti, Milano, 2003
Il socialismo ossia l'Europa, Trauben, 2004
Il Futuro della Religione, con Richard Rorty. A cura di S. Zabala, Garzanti, Milano, 2005
Verità o fede debole? Dialogo su cristianesimo e relativismo, con René Girard. A cura di P. Antonello, Transeuropa Edizioni, Massa, 2006
Addio alla Verità, Meltemi, 2009
Introduzione all'estetica, Edizioni ETS, Pisa 2010
Magnificat. Un'idea di montagna, Vivalda, 2011
Hermeneutic Communism: From Heidegger to Marx, con Santiago Zabala, Columbia University Press, 2011
Della realtà, Garzanti, Milano, 2012
Deconstructing Zionism. A Critique of Political Metaphysics. Edited by Gianni Vattimo and Michael Marder, Bloomsbury Academic, 2013
Della realtà, Garzanti, Milano, 2012 
Comunismo ermeneutico. Da Heidegger a Marx, con Santiago Zabala, Garzanti, Milano, 2014.

Ha pubblicato presso Laterza un annuario filosofico a carattere monografico (Filosofia '86-'95).

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