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Roccella: filosofia elementare

A Roccella si respira filosofia. E il fatto più sorprendente è che sono proprio i bambini a richiamarci alla necessità di riflettere filosoficamente. È questa l’impressione più vivida che mi ha lasciato la partecipazione a un ricchissimo incontro con i ragazzi della quinta elementare che hanno partecipato al laboratorio organizzato dalla maestra Elena Fraija.

Nelle due ore trascorse piacevolmente a discutere con gli studenti si è parlato dell’importanza della parola, come narrazione, memoria, pensiero, e dell’importanza del silenzio, come luogo di incontro, di riflessione e di nascita delle domande. Ognuno degli allievi presenti si è prodigato a domandare cosa fosse la filosofia, quale fosse l’importanza dell’avere un pensiero e quale fosse il ruolo delle emozioni – positive e negative – nello spazio della riflessione. Temi non facili come si può ben vedere, a cui mescolavano continui riferimenti interdisciplinari (dalla storia di Ulisse a quella di Iqbal, dalla geometria alla storia medievale, dal libro di “Pixie” alle mille altre letture citate puntualmente fino al racconto delle loro esperienze quotidiane) , tali riferimenti, oltre ad arricchire felicemente il discorso, dimostravano come l’approccio metodologico sviluppato dalla “Maestra Elena” fosse incentrato su una visione globale e interconnessa del sapere, così come dovrebbe essere in ogni autentica riflessione filosofica. Questo tipo di approccio consente inoltre di mostrare come siano altre le strade di comprensione della realtà e di noi stessi, rispetto al predominare dei saperi settoriali che rischiano di limitare il nostro sguardo e la nostra attitudine naturale a comprendere l’esistenza come un tutto integrato.

Questo è quello che tenta di fare la filosofia, una disciplina “vuota” da un certo punto di vista, ma che può essere paragonata allo “zero” per la sua capacità di creare nuovi valori, e nuovi sensi per le cose. Alla fine, nell’immaginario pieno di poesia che i ragazzi hanno voluto comunicarmi, la filosofia è arrivata a raffigurarsi in molti modi: come un uccellino che vola nel cielo, dove l’uccellino e il nostro pensiero e l’aria invisibile è la possibilità di trovare le tante risposte ; come un arcobaleno che rappresenta la parola, e quindi i nostri pensieri e il dialogo, e il cielo nuvoloso è il silenzio da cui però i pensieri possono nascere; infine, una delle ragazze ha detto che la filosofia è come il mondo, tondo come uno zero, ma pieno di domande.
In realtà questo interessante incontro rivela il grosso lavoro che è stato fatto nel tempo: è già da due anni che i ragazzi lavorano su temi di interesse filosofico, ne abbiamo parlato sul lungomare l’anno scorso, durante l’anteprima della Scuola 2013, organizzato proprio intorno al lavoro di introduzione alla filosofia realizzato dalle scuole elementari di Roccella nello scorso anno scolastico e ne ha parlato anche Gianni Vattimo nell’intervista rilasciata a Calabria Ora, dove alla domanda su cosa lo abbia maggiormente colpito dell’esperienza roccellese risponde: «Le domande che mi hanno rivolto le maestre della scuola elementare. Mi hanno provocato molto. Volevano capire come spiegare il valore del discorso culturale ai bambini. Giustamente si chiedono come la filosofia possa divenire un contatto educativo privilegiato per il metodo d’insegnamento. Per loro la filosofia non è una materia curriculare ma si può attingere dai suoi metodi anche per insegnare altro. Questo, oggi, è un discorso che si è completamente annichilito. Invece andrebbe seriamente ripreso. È come la crisi del clero: se anche i preti iniziano a non crederci più noi che facciamo? Bisognerebbe investire tanto sulla formazione degli insegnanti. Loro sono il tessuto intellettuale del Paese, la crescita e la ripresa dalla crisi dovrebbe passare prima di tutto dal loro lavoro»
A Roccella sono molte le insegnanti che hanno compreso questo concetto chiave, mettendolo in atto nel lavoro quotidiano con i loro amatissimi studenti.

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