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Un dialogo presocratico con Fiorinda Li Vigni

"La sostanza, la struttura dell'essere umano non muta; non c'è cosa più stabile che la curva di una caviglia, il posto d'un tendine, la forma di un alluce. Ma ci sono epoche in cui la calzatura deforma meno: nel secolo di cui parlo, siamo ancora molto vicini alla libera verità del piede nudo" Marguerite Yourcenar

L'incontro di sabato 28 novembre della Scuola invernale interrogava un tema di grande interesse: "Persuasione e inganno nella cultura greca presocratica". A intervenire è stata Fiorinda Li Vigni (IISF Scuola di Roma), studiosa di filosofia (come lei ama definirsi sulla scorta di Hanna Arendt) e amica dell'Associazione Scholé, nonché coordinatrice Scuola di Roma, ente partner nella realizzazione della Scuola Alcaro IV.

Tra artisti, studenti, politici e cittadini, studiosi di filosofia di diversa provenienza e studiosi di lettere classiche, l'argomento magistralmente trattato da Fiorinda si è dipanato tra i poemi omerici e le tragedie di Eschilo fino a svilupparsi nella discussione su temi di attualità.

La Studiosa romana ha affrontato il problema del rapporto tra il linguaggio e i suoi effetti attingendo al sorprendente repertorio concettuale, antropologico e letterario di un'epoca, che va dall'età arcaica alla Grecia del V secolo a.C., che ha segnato profondamente il destino della nostra civiltà: l'analisi spaziava dalla persuasione in quanto categoria politica fondata sullo scambio comunicativo tra pari, capace di produrre un agire virtuoso, al concetto di inganno manipolatorio  come lato oscuro della forza del logos.

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Come capita ogni volta, è impossibile restituire, anche solo in parte, gli spunti che hanno caratterizzato l'incontro pubblico, vista la ricchezza di stimoli della relazione e il successivo dibattito. Tra le tante, l'impressione più vivida che mi è rimasta è quella di un discorso che, mettendo in luce i tanti passaggi argomentativi, riverberava su uno sfondo buio e indistinto; nella mia immagine, esso è una sorta di campo di battaglia tra forze diverse in cui si contrappongono senza sosta la violenza e il linguaggio, entrando enigmaticamente in relazione tra loro. Da tale incontro/scontro si producono tutti i tratti più complessi della nostra esistenza: la possibilità della politica in quanto forma di gestione del conflitto tra gli uomini, la pericolosità del linguaggio come strumento di violenza nel momento in cui è interdetta una situazione di uguaglianza, o l'impotenza della comunicazione, ma anche la potenza di una poesia capace di travolgere o la forza di una parola capace di trasformare la violenza. Come ha sottolineato Fiorinda, nell'età classica, e in particolare nella Grecia presocratica, tutto ciò emergeva nella sua nudità e nella sua durezza con un impatto travolgente, tanto che quello sfondo invisibile diveniva quasi palpabile, prendendo una forma "poetica" che ancora oggi ci permette di coglierne la complessità.

Mentre ne ha mostrato l'attualità, la Li Vigni ha evidenziato al contempo ciò che di quella dimensione umana è andato perduto, per fortuna o purtroppo a seconda dei casi, e ciò che forse si potrebbe tentare di recuperare oggi per dare nuova vita al nostro modo di agire storico.

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A tale trattazione articolata e puntuale ha fatto da controcampo la pluralità e la vivacità intellettuale dell'uditorio, producendo un momento - quasi magico - di autentica discussione pubblica, dove le domande sull'attualità erano indistintamente domande filosofiche. Di fronte all'immagine di Achille preso per i capelli da Atena, al cammino sdegnoso di Agamennone sul tappeto purpureo, a Oreste perseguitato dalle Erinni, abbiamo dismesso i ruoli, i nostri panni "sociali", per confrontarci dialogicamente sull'essere del mondo, sulle degenerazioni e/o le possibilità della trascendenza, sulla forza di un agire politico immanente alla nostra umanità, che è eternamente segnata da una contingenza con cui dobbiamo confrontarci.

Fiorinda Li Vigni ha già promesso di tornare a discutere con noi di questo e di molti altri argomenti, la comunità filosofica che cresce intorno all'Associazione Scholé la attende con gioia.

 

livigniwebScuola di altra formazione in filosofia "Mario Alcaro" - IV edizione   testa

Associazione Culturale Scholé. Centro studi filosofici - Roccella Jonica

in collaborazione con

Comune di Roccella Jonica

 

Istituto Italiano Per gli Studi Filosofici – Napoli

Centro Per la Filosofia Italiana – Roma

IISF Scuola di Roma

  

 

 

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