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le trame di un'immagine

La storia del poster che abbiamo realizzato per la Scuola Estiva 2017 è assai strana e vale la pensa raccontarla, visto che riesce a tenere insieme la Calabria, la Russia della rivoluzione e l'America hollywoodiana.

 

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L'immagine è una rivisitazione della locandina del film Un bacio da Mary Pickford, un film sovietico del 1927 di Serghei Komarov, che raffigura la famosa diva americana e l'attore russo protagonista del film. La storia allude con ironia e sarcasmo al cinema americano degli anni '20, e al contempo omaggia due dei suoi miti più illustri: Mary Pickford (chiamata "la fidanzata d'America") e suo marito, il famosissimo Douglas Fairbanks.
Il riferimento generale al cinema sovietico e alla rivoluzione russa richiama uno dei temi principali della nostra Scuola Estiva e in particolare agli straordinari effetti creativi che una rivoluzione produce sempre, ne è prova la ricchissima e originalissima produzione del cinema sovietico di quegli anni, che ha cambiato la storia del cinema tout court e anche l'idea stessa di arte; di questo parleremo certamente con il professore Pietro Montani approfondendone tutte le valenze filosofiche e politiche.
Tornando al film specifico che abbiamo deciso di mettere nella locandina, certamente si tratta di un film molto meno rappresentativo di altri che sono i capisaldi dell'avanguardia sovietica e tuttavia la storia che racconta ci piace perché narra del sintomatico incontro tra due mondi agli antipodi: la massima espressione del capitalismo americano, Hollywood e lo star system, e la Russia sovietica della rivoluzione socialista che ha tentato di costruire un'altra storia. Se una rivoluzione è un cambio totale di paradigma, il confronto e l'incontro con ciò che si vuole sovvertire non può essere eluso, anzi è necessario per capire cosa si combatte e da che punto di vista lo si fa. Tutto questo ovviamente nel film non c'è, è solo una riflessione derivata, che nasce sul fascino di una storia che si dovrà riconoscere assai curiosa.
 

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Il bacio del titolo, infatti, è quello che l'inconsapevole attrice statunitense concederà a un suo supposto ammiratore, scatenando il delirio delle fan russe che, per poter almeno toccare il fortunato mortale o solo per restargli vicine, lo assedieranno senza tregua. Sorprendentemente La Pickford era all'oscuro del fatto che lei e suo marito fossero attori del film. La coppia hollywoodiana, che ammirava La Corazzata Potemkin, si recò in vacanza nell'Unione Sovietica nel 1926. Un regista di nome Sergei Komarov apparve con la troupe di un cinegiornale e seguì in giro la coppia: i fans assaltavano le star ovunque andassero; ai Mezhrapom Film Studios, la Pickford abbracciò e diede un bacio all'attore Igor Ilyinski per una foto. Komarov catturò il tutto nella macchina da presa, e poi decise di costruire un intero film attorno a quella scena. Douglas Fairbanks morì senza mai sapere di aver recitato in un film sovietico. Stando a quel che si dice, Mary Pickford fu informata di esserne stata la protagonista molti anni dopo.
Circostanza sorprendente, che ci ha convinto definitivamente della nostra scelta per il 2017, è il fatto che il film fu prodotto dal calabrese Francesco Misiano (originario di Ardore!) con la la casa cinematografica russa più importante degli anni '20.
Un piccolo omaggio a un fatto così curioso era dovuto: Misiano è stato un personaggio davvero particolare della scena culturale di quell'epoca, a lui i registi Giovanni Scarfò e Eugenio Attanasio hanno dedicato un film che ne racconta la storia.Non solo non ti aspetteresti mai che un calabrese del Sud più profondo sia l'artefice di un film girato in Russia con una diva americana, che per di più non sa di essere la protagonista: già questo basterebbe! Ma Misiano è anche colui che ha portato fuori dalla Russia la famosissima "Corazzata" di Eisenstein, sì proprio quella omaggiata nel modo più geniale possibile dal nostro Fantozzi.

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Il film del regista sovietico è talmente rivoluzionario e potente che riesce a suscitare l'unico autentico momento di emancipazione e di autoliberazione che Fantozzi, il prototipo perfetto dell'impiegato annichilito dal suo lavoro, si concede in tutta la sua vita, facendo il gesto assoluto di esprimere un pensiero di verità e di dissenso, dicendo quello che non si può dire. Atto di parola che porterà ad una vera e propria rivolta (repressa nel ridicolo ahimé) che lascia davvero tutti a bocca aperta (non facciamo l'errore di credere che il punto di vista di fantozzi sia lo stesso degli autori del film, ricordiamoci che dietro un film come Fantozzi c'era lo scrittore Paolo Villaggio e un regista come Luciano Salce che, consegna definitivamente alla cultura popolare il film di Eisensten, nell'unico modo davvero autentico, cioè rovesciandone la ricezione: chi non conosce la scena della carrozzina che cade dalle scale, oppure "l'occhio della madre"?) Ma stiamo andando due volte fuori tema, dalla Pickford a Misiano, da Misiano a Fantozzi.
 

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Vale la pena di dire ancora qualcosa su Misiano però, perché il nostro conterraneo è stato anche citato da Antonio Gramsci nei suoi Quaderni, quando ci racconta come non abbia voluto piegarsi all'arroganza degli squadristi fascisti e sia stato duramente punito per questo.
Nel 1921 partecipò al XVII Congresso del PSI e alla successiva fondazione del Partito Comunista d'Italia, diventandone anche deputato. Proprio nel 1921, alla seduta inaugurale della XXVI legislatura del Regno d'Italia del 13 giugno, fu aggredito all'interno di Montecitorio da circa trenta deputati fascisti, fuori dal palazzo poi fu rasato, imbrattato di vernice e gli venne appeso un cartello al collo e fu costretto a sfilare per Via del Corso fra due ali di squadristi che lo sputacchiarono[. Antonio Gramsci così commentò l'episodio:
«La prima affermazione dei Fasci in Parlamento è un atto cui non si può attribuire, nemmeno con i più stiracchiati contorcimenti mentali, nessun significato politico: è un atto di pura e semplice delinquenza. La persecuzione contro un uomo, specialmente quando si agisce in un campo sul quale si attenderebbero manifestazioni di principii e di forze ideali, ha sempre questo carattere. Nel caso di Misiano poi, il quale da un anno dimostra di non temere le aggressioni e gli insulti e di avere sufficiente coraggio materiale e morale per proseguire impassibile nella sua via, l'aggressione compiuta da un gruppo di uomini, i quali si vantano tutti di essere coraggiosi combattenti e finora hanno dato prova di avere minore vigore morale di un predone che attende la vittima per pugnalarla nella schiena - ma almeno arrischia l'esistenza sua in uno scontro -, nel caso di Misiano dicevamo, e per il modo come i fatti si sono svolti ieri in un corridoio della Camera, l'episodio è più che nauseante. Di fronte al fascismo italiano riacquistano nobiltà le più immonde figure di delinquenti che mai siano esistite».
Anche Gramsci, non a caso, è un altro dei protagonisti della nostra Scuola Estiva.
La rivoluzione unisce ciò che il capitale separa.
 
 
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