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La rivoluzione e "il manifesto"

 

Pubblichiamo la versione integrale dell'articolo apparso sul quotidiano il manifesto, il 29 giugno 2017, pagina 11, a firma di Angelo Nizza. Buona lettura.

Negli ultimi decenni la parola “rivoluzione” è stata impiegata per qualificare il nuovo assetto del capitale, che ha fagocitato quelle teorie e quelle tecniche produttive sempre più basate sul sapere e sulla comunicazione, gli stessi elementi che per Marx sono la base per far «saltare in aria il sistema». Adesso, però, è giunto il momento di una riappropriazione del termine e del concetto, sottraendolo al nemico, passando dalla contro-rivoluzione del capitale, o dalla sua rivoluzione al contrario, a una teoria e a una prassi della rivoluzione in positivo, che sia all’altezza delle questioni del presente.
Nel centenario dell’Ottobre sovietico, e a ottant’anni dalla morte di Antonio Gramsci, il pensiero critico è chiamato a federare i linguaggi e i concetti al fine di contribuire a elaborare un piano di trasformazione del reale, per l’istituzione di una società in cui il libero sviluppo di ciascuno diventi finalmente la condizione per il libero sviluppo di tutti.
Tra i saperi, è la filosofia quello che può fornire un aiuto vigoroso, secondo lo schema di una rinnovata unità tra pensiero astratto e azione politica, cui pure allude, in un certo senso, il giovane Marx nell’ultima delle tesi su Feuerbach: «I filosofi hanno solo interpretato il mondo in modi diversi; si tratta però di mutarlo». Proprio al tema della Rivoluzione, illustrato secondo programmi di ricerca e semantiche tra loro diverse e però passibili di proficue contaminazioni, è dedicata l’ottava edizione della Scuola estiva di “altra” formazione in filosofia “Giorgio Colli” di Roccella Jonica. Attraverso le voci di Remo Bodei (direttore della Scuola) e Pietro Montani, di Geminello Preterossi, Domenico Losurdo e Roberto Finelli, e poi ancora di Guido Liguori, Fabio Frosini, Manuela Ausilio e Fortunato Maria Cacciatore il concetto di rivoluzione sarà al centro di un discorso critico e poliedrico, articolato secondo diversi modelli e linguaggi, che comprendono la storia della filosofia e la teoria politica, l'estetica e il cinema, l'antropologia e la fisica. Muovendo, inoltre, dalla tradizione hegelo-marxista, Scuola darà spazio anche ai marxismi del '900, in particolare a quello gramsciano, che sarà al centro di un’intera sessione di studi (il programma completo si trova sul sito web www.filosofiaroccella.it).
Le giornate di Roccella, crocevia di migranti e di sperimentazioni socio-culturali, si svolgeranno dal 20 al 25 luglio. L’associazione Scholé, che organizza l’evento, fa del lavoro sociale e del mecenatismo diffuso i suoi principi, basando dunque la realizzazione della Scuola estiva sulla cooperazione tra i soci e su attività di autofinanziamento, senza sponsor privati e ottenendo solo contributi minimi dal comune e dalla presidenza del consiglio regionale della Calabria, comunque insufficienti ad abbattere le spese. E, tuttavia, Scholé non impiega il metodo tradizionale delle iscrizioni a pagamento per consentire l’accesso ai seminari; la partecipazione, infatti, si basa sul “Think sharing”, cioè su un programma di finanziamento collettivo e condiviso, cui aderisce liberamente chi sceglie di mantenere in vita la Scuola e la sostiene con il versamento di una quota sociale. Di più: per allargare la partecipazione Scholé mette a disposizione un certo numero di borse di studio – quest’anno sono sei –, rivolte a studenti e laureati in filosofia, al fine di coprire le spese di soggiorno.

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