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La morte l'abbiamo sconfitta nascendo

"Non si può vincere la morte non morendo, mentre si può vivere la propria vita nell'allegra consapevolezza che la morte l'abbiamo sconfitta nascendo. Politica in allegria per noi significa azione volta al potenziamento della vita o all'alleggerimento della vita dall'ipoteca della morte. Perciò per noi la politica è soprattutto socializzazione, riscoperta e reinvenzione delle forme di vivere assieme, riappropriazione critica dei valori e delle tradizioni, ossia delle strategie mediante cui le popolazioni hanno affermato e difeso la loro vita collettiva, il loro modo d'essere nel mondo" (Mario Alcaro)

 

Il simbolo di Scholé

di Maria Merante
 
Mario Alcaro è, se vogliamo, il simbolo di ciò che si sta realizzando a Roccella, in quanto riusciva a spogliarsi con naturalezza delle sue vesti accademiche per coinvolgere gli studenti o gli appassionati di filosofia, per riflettere insieme o anche solo per una chiacchierata o una partita a carte. Il Professore ha sostenuto sempre con grande entusiasmo il progetto della Scuola di Roccella Jonica: egli, infatti, oltre a tenere la lezione inaugurale della Scuola nell’agosto del 2010, è sempre stato un punto di riferimento culturale e morale per gli organizzatori della Scuola, anche nel semplice incoraggiare o consigliare.
La figura, o ancor meglio, la persona di Mario Alcaro si affianca idealmente, nelle intenzioni della Scuola, a Giorgio Colli. Le biografie di questi due studiosi, veri e propri spiriti liberi, corrispondono alle finalità di Scholé, poiché entrambi si sono soffermati sull’importanza della filosofia intesa come disciplina che non può rimanere confinata nel ristretto mondo accademico. In effetti, chi ha avuto la fortuna di prendere parte alle precedenti edizioni della Scuola, ha potuto fare esperienza dell’autentico concetto di scuola, nel senso di una convivenza genuinamente filosofica, cioè tra persone unite dall’amore per il sapere. Un sapere animato e teso alla cura e al miglioramento della polis.
Mi piace concludere citando le parole con cui il Prof. re Guido Liguori concluse l’articolo per celebrare il suo collega Mario Alcaro: «Il fascino di Mario – a vederlo da vicino – stava nellʼimpasto raro di pensiero filosofico, comprensione umana, curiosità intellettuale, capacità di insegnamento (era amatissimo dai suoi studenti, ma era maestro non solo per loro), cordialità di rapporti, passione politica. Una grande passione politica, che per lui voleva dire soprattutto umanesimo antieconomicistico e fedeltà alla propria storia, ma senza dogmatismi. Una lezione da ricordare». 
 
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Ultima modifica ilVenerdì, 02 Ottobre 2015 21:51

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