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Incontro 26 marzo: "Apprendere dal passato, vivere il presente e prepararsi al futuro"

Torna a trovarci la Dottoressa Graziella Di Salvatore; dopo il seminario yoga tenuto l'anno scorso e il riscontro positivo che abbiamo avuto, abbiamo pensato insieme a lei di approfondire la nostra conoscenza delle filosofie orientali e dei loro rapporti con la filosofia occidentale. Per questo motivo sarà ospite dell'Associazione il maestro Amadio Bianchi (Svami Suryananda Sarasvati) che interverrà alla presentazione del suo libro Apprendere dal Passato, Vivere il Presente e Prepararsi al Futuro (ed. Spazioattivo),  il 26 marzo 2015 alle 18.30 presso la Sala del Consiglio Comunale di Roccella Jonica.

L'incontro, coordinato dalla Professoressa Elisa Scali, affronterà i temi del libro con l'autore e la curatrice dell'introduzione al volume, ciò darà la possibilità di mettere in luce le differenze e i punti di contatto tra diversi modelli di pensiero. 

La Di Salvatore lavora sulla nozione di verità e sulle oscillazioni del suo significato tra Oriente e Occidente, ciò è dovuto all'ampia gamma delle sue esperienze formative docente di yoga e allieva di Bianchi essa è contemporaneamente è dottore di ricerca in Filosofia del Diritto e dottore di ricerca in Filosofia delle Scienze sociali e comunicazione simbolica. Ha svolto attività di studio e di ricerca in Francia, presso il Centre d'Histoire de la Philosophie Moderne (CNRS) di Villejuif e presso l'Université Paris 1/Panthéon Sorbonne e ha partecipato a un corso di post-dottorato al Centro di Eccellenza per la Ricerca sulle Istituzioni Europee (CRIE), presso l'Istituto Universitario "Suor Orsola Benincasa" di Napoli. È autrice della monografia L'Inter-esse come metaxú e práxis. Assonanze e dissonanze tra Simone Weil e Hannah Arendt (2006) e di svariati articoli e saggi di Filosofia del Diritto e Filosofia Politica. L'ultima sua opera si intitola Tra potere e coscienza. La letteratura come luogo dell'azione "pratica" nella filosofia politica e giuridica (2013)

Ad approndire gli aspetti riguardanti le filosofie orientali il maestro Bianchi, (Svami Suryananda Sarasvati) è presidente del Movimento Mondiale per lo Yoga e l'Ayurveda, della European Yoga Federation, della Scuola Internazionale di Yoga e Ayurveda C.Y. Surya, vicepresidente dell'International Yog Confederation di New Delhi, coordinatore generale del Movimento Mondiale per l'Ayurveda e della Confederazione Ufficiale Italiana di Yoga, ambasciatore della The World Community of Indian Culture and Traditional Disciplines, membro fondatore della European Ayurveda Association. Vive e lavora a Milano ed è spesso unico conoscitore in Italia e in Europa dei metodi che pratica e insegna. Ha tenuto corsi in Italia, India, Grecia, Francia, Lettonia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Croazia, Portogallo, Argentina, Romania, Polonia, Brasile, Bulgaria, Germania. E' entrato in contatto con il pensiero orientale pubblicando due quaderni di filosofia che gli hanno permesso di scoprire la cultura indiana. Tiene corsi e conferenze un po' ovunque, dove presenta sistemi integrati, frutto della lunga esperienza maturata a stretto contatto con la realtà psicofisica indiana, con luminari della scienza medica ayurvedica e monaci orientali, ed è spesso presente nei maggiori congressi in qualità di relatore.

Queste le parole dell'autore a proposito del libro: "L'insegnamento della "meditazione" è uno dei principali obiettivi di questo mio saggio proprio perché essa è, per il sottoscritto, il mezzo più idoneo per il risveglio della consapevolezza, il superamento dell'ignoranza dell'illusione (màyà), il ravvicinamento alla natura essenziale (il Sé).

Con l'aiuto della meditazione si impara a confidare anche in altre facoltà percettive, oltre a quelle dei cinque sensi, oltre che in poteri mentali diversi da quelli che fanno capo al raziocinio e alla condizionante e condizionata memoria.

Per questo mi sento di suggerire come via d'esperienza lo yoga il quale, attraverso la disciplina, accresce la capacità di concentrazione. Esso, diminuendo la nostra irrequietezza, consente di raggiungere un più elevato livello di coscienza mettendo il praticante in condizione di superare i limiti imposti dalla comune esperienza umana fatta di sopravvivenza e identificazione in beni materiali.

Nello yoga, oltre alla cura del corpo (àsana) ritenuto il tempio delle spirito, si dà grande importanza al controllo del respiro (prànàyàma) in quanto esso è la vita stessa: occuparsi della sua qualità significa prendersi cura della qualità della vita.

Per un proficuo cambiamento si tratta di uscire dal torpore dell'avidyà (ignoranza o non conoscenza) indotta dal sistema di questa povera civiltà contemporanea (intendo povera di spirito) più che mai identificata nella màyà (apparenza, illusione). Come Sahkara afferma, non possiamo giungere alla conoscenza della "realtà" fintanto che siamo immersi nell'avidyà.

Si può considerare l'avidyà come una forza negativa che ci impedisce un'esistenza divina, una deformazione mentale che divide il divino in infiniti diversi frammenti. Essa, confondendoci ci fa percepire il serpente al posto della corda. Quando invece evolviamo, riusciamo a capire che il serpente è invece solo una corda e l'apparenza del mondo svanisce. Se l'uomo fosse nella condizione di riconoscere una corda come una corda, sicuramente, non imboccherebbe la via del male, poiché sarebbe in grado di capire che tale via, in nessun caso, gli giova."

Amadio Bianchi (Svami Suryananda Sarasvati)

26 marzo

 

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Ultima modifica ilSabato, 14 Novembre 2015 13:15

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