Menu

"Meglio il pensiero non accademico"

«La verità è che non mi sento più a mio agio nei convegni troppo tecnici». A un mese dalla sua partecipazione alla IV edizione Scuola Estiva dedicata al concetto di "comune", Gianni Vattimo si confessava ad Antonio Gnoli su La Repubblica del 23 giugno 2013. E dichiarava di aver scoperto una certa presa distanza dalla filosofia accademica. Il che non significa affatto che non gliene importi più nulla del pensiero. Anzi...

di Antonio Gnoli

Ormai fa coppia fissa con Sancho. Mentre siamo a tavola davanti a un piatto di involtini primavera cucinati dalla domestica filippina — una suora laica, scoprirò più avanti — Sancho scuote pigramente la testa e guarda incuriosito l’intruso, che poi sarei io. «Non è geloso, glielo assicuro», dice Gianni Vattimo, «è solo che gli piace essere al centro dell’attenzione. I gatti sono così: un misto di curiosità, indifferenza e abitudine».

Leggi tutto...

Postmodernismo, storia e beni comuni

di Giacomo Pisani

La recensione dell’amico Angelo Nizza al mio Il gergo della postmodernità (Unicopli 2012, con prefazione di Augusto Illuminati) offre degli spunti interessanti per approfondire alcuni nodi cruciali del testo.
E’ vero, richiamarsi ad un modo di esistenza autentico, contrapposto a quello della postmodernità, comporta un rischio. Quello di delineare un modello assoluto di esistenza, di società o addirittura di natura umana, ipostatizzando il rapporto dialettico che collega individuo e storia. Non posso negare, però, di aver cercato ad ogni costo di evitare questa trappola.

Leggi tutto...

Del comune sapere in Vitale e Mattei

Ripropongo qui di seguito due passaggi tratti da altrettanti saggi dedicati ai "beni comuni", argomento che è stato al centro della IV edizione della Scuola Estiva. Nello specifico, i virgolettati sono in coerenza con il tema del "sapere come bene comune" che ha riguardato il seminario 2013 della Scuola stessa. Cito i testi invertendo l'ordine di pubblicazione, quindi partendo dal volume più recente. Si tratta di Contro i beni comuni. Una critica illuminista di Ermanno Vitale (Roma-Bari, La Terza, 2013) e di Beni comuni. Un manifesto di Ugo Mattei (Roma-Bari, La Terza 2011).

Leggi tutto...

Beni comuni, un’idea contro

Riproponiamo la recensione al saggio di Ermanno Vitale dal titolo Contro i beni comuni. Una critica illuminista (Laterza, Roma-Bari, 2013). In occasione della IV edizione della Scuola Estiva, che com'è noto è stata dedicata alla nozione di "comune", è stato interessante confrontare le tesi di Vitale con quelle di Ugo Mattei. Un contro Manifesto che replica alle dottrine benecomuniste proponendo che la tutela dei commons non sia l'antefatto della nuova politica antiliberista ma l'esito di una gestione del potere capace di provvedere tanto alle «garanzie del mercato», quanto alle «garanzie dal mercato».

Il taglio dello studio condotto da Ermanno Vitale sta per intero nel sottotitolo al volume Contro i beni comuni (Laterza, Roma-Bari, 2013). Quella del filosofo politico dell’Università di Aosta non è una mossa per ripudiare le teorie sostenute dai paladini dei commons ma si tratta piuttosto di una critica illuminista che replica al Manifesto dei beni comuni di Ugo Mattei (Laterza, Roma-Bari, 2011). Critica nel senso kantiano del termine, cioè un’analisi che mira a mettere in chiaro i limiti di un concetto, di un argomento, di una dottrina.

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Se continui ad utilizzare questo sito accetti la cookies policy.