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Dante, Cantarano e la parola esplosa

Fin del primo incontro con la poesia di Dante ho notato che essa conteneva i prodromi di quelle stesse domande che io stavo cercando, in essa si riproducevano le mie personali esperienze di pensiero e ciò è dovuto alla scoperta sorprendente della coscienza sociale e poetica che appartiene alla lingua dantesca. Vi è una particolare affermazione che Dante fa nella Vita Nuova e poi riprende nel De vulgari eloquentia tanto da costituire un topos della sua poetica; egli dichiara di voler scrivere ciò che "non fu mai detto da alcuno", oppure di parlare di una "novità che non fu mai trattata in altro tempo".

Scholè e l'IISF: lavorare per la crescita della filosofia e della civiltà

In questi anni l'Associazione Scholè, prendendo ad esempio il grandissimo lavoro realizzato per la promozione della ricerca filosofica da uno dei suoi più importanti riferimenti, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, ha erogato 48 borse di studio, per permettere a studiosi e appassionati di poter prendere parte agli incontri della scuola estiva. Una piccola cosa rispetto alle 2700 borse donate dall'Istituto nei suoi anni di attività, ma comunque importante, qualcosa che incarna lo spirito del fondatore del prestigioso centro napoletano e di tutti coloro che collaborano con lui.

Pernacchia accademica

 "La vanità dello scrivere in filosofia".

"La cosa meno seria di uno scritto filosofico è che è uno scritto. Platone lo ha appunto scritto, ché la lettera VII, autentica o no, comunque ‘platonica’, rappresenta questa confessione necessaria di impotenza: […] lo sforzo di dire adeguatamente si converte nella consapevolezza che ogni dire resta inadeguato e che, pertanto, non sarebbe serio perseguire la vana plasticità dello scritto. […] L’avere una volta filosofato è continuare a filosofare, comunicandosi non già l’eredità dei risultati bensì la continuità della successione effettiva e concreta passante di mano in mano, all’interno restando della sua autonomia non cedibile ad alcuno."

la citazione è tratta da Anyphoteton di
Giovanni Romano Bacchin 1975 -
un uomo fatto di pensiero
(Belluno, 1929 - Rimini, 1995) è stato docente di Filosofia della storia e Filosofia della scienza presso l'Università di Perugia e di Filosofia della scienza presso l'Università di Lecce. Dal 1970 fino alla sua morte ha occupato la Cattedra di Filosofia teoretica presso l'Università di Padova.

Misi la frase che dà inizio alla citazione riportata nell'introduzione della mia tesi, proprio in esergo; il mio prof la vide solo pochi giorni prima della seduta di laurea, non gli avevo detto nulla perchè mi sembrava una frase tautologica e incontestabile... lui invece dette di matto dicendomi che la frase "La cosa meno seria di uno scritto filosofico è che è uno scritto" era una pernacchia accademica in faccia a una commissione piena di gente che scriveva di filosofia e che mi ero sicuramente giocata la lode!

Ho riso tutto il giorno! invano ho tentato di spiegargli l'inspiegabile (visto che la frase diceva già tutto da sola), anche gli argomenti più banali (era una frase scritta in un libro filosofico da chi scriveva libri filosofici ecc.) non l'hanno convinto, era inutile non capiva, mancava del tutto di profondità!

p.s. la lode l'ho presa naturalmente...

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