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Potere e Politica, il calendario degli incontri

Pubblichiamo qui di seguito il calendario delle lezioni mattutine e delle conversazioni serali. A breve sarà disponibile su questo sito la locandina. In allegato trovate il calendario in formato pdf, che potrete scaricare e conservare sui vostri pc, telefoni e tablet. E cliccando qui potete effettuare l'iscrizione in meno di un giro d'orologio.

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Maschera e volto. Note su Esposito

Pubblico qui di seguito alcune osservazioni sui temi che occupano le attuali linee di ricerca di Roberto Esposito. Alcuni degli argomenti saranno al centro della lezione che il filosofo napoletano terrà alla Scuola Estiva 2014 il 28 luglio. Queste note muovono perlopiù dal seminario tenuto da Esposito nell'ambito della Scuola di Roma 2014.

L’archeologia di Roberto Esposito risale fino agli anni che precedono Cristo per studiare un dispositivo che oggi conosce l’epilogo del proprio funzionamento. La tesi - contenuta in un volume in corso di pubblicazione presso l’editore Einaudi dal titolo Persone, cose, corpi - è di ripensare allo statuto del corpo, che nella sua coerenza concettuale non né ne persona e né cosa, per prospettare un’«esistenza libera di aderire soltanto a se stessa». Esposito guarda così a una forma di vita di là da venire caratterizzata dal transito dal due all’uno, che non si sdoppia in maschera e volto ma che si rinnova sanando quello scarto. 

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Perché non possiamo fare a meno della filosofia

Nell'edizione napoletana del festival Repubblica delle idee Roberto Esposito torna su un tema decisivo, che precede i decorsi concettuali perché è il luogo in cui ne va dell'uso stesso della filosofia. Cliccando qui potete leggere il racconto dell'evento svoltosi nella Cappella Palatina a Palazzo Reale. Il titolo dell'incontro: "Perché non possiamo fare a meno della cultura umanistica". Di seguito, invece, riportiamo un articolo a firma dello stesso Esposito, apparso su Repubblica il 15 febbraio scorso, in cui il filosofo difende il pensiero dagli attacchi delle istituzioni governative sempre meno inclini a curarsi della cultura filosofica. 

di Roberto Esposito

Il piccolo, ma agguerrito, mondo della filosofia italiana  -  quella che con qualche ridondanza si denomina "teoretica"  -  è in comprensibile fermento. In base ad una recente normativa tale materia è stata eliminata dalle tabelle disciplinari di vari corsi di laurea, come quelli di Pedagogia e di Scienze dell'Educazione, con la singolare motivazione che si tratta di una disciplina troppo specialistica. E che dunque dove si educano gli educatori non c'è alcun bisogno di essa. Ma c'è di peggio.

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"Potere e politica" oltre la fine della storia

Questo articolo dedicato ad alcune delle questioni che saranno al centro della quinta edizione della Scuola Estiva è apparso sul numero di maggio del periodico indipendente "Fatti al cubo" diretto da Daniela Ielasi.

L’uomo giunto alla fine della storia revoca in questione la propria natura, a cominciare dalla predisposizione ad agire da animale politico. Questo vuole l’ideologia postmoderna col suo adagio sulla compiuta realizzazione dell’opera dell’uomo in ogni ambito dell’esperienza. Tuttavia, la fine di un paradigma non coincide con il ritirarsi del mondo tutto intero. Altre forme di vita possono essere concepite. Una fine, dai caratteri decisi, è attribuita alla politica, nella misura in cui essa ha cessato di essere il luogo deputato alla sovranità. Nella spoliticizzazione dell’epoca contemporanea il potere è transitato dalla sfera della prassi pubblica a quella degli interessi privati, dalla polis all’oicos, dal politico all’economico.

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