Menu

Sullo spirito che vive in noialtri

Riproponiamo un articolo apparso sul magazine on-line l'arrotino in cui si presenta la IV edizione della Scuola Estiva dedicata al pensiero del "comune".

Certo, parlare del concetto di “comune” al Sud significa approfondirne l’addentellato politico ed economico e, quindi, discutere della teoria dei beni comuni. D’altronde il meridione d’Italia genera parecchia invidia in giro per il mondo quanto a risorse cosiddette “indisponibili” come il mare, i laghi e l’intero ecosistema che comprende flora e fauna, ma anche il ricco e variegato patrimonio culturale e archeologico. Tuttavia, il “comune” alla luce del pensiero meridiano acquista un senso più radicale dell’idea benecomunista e, anzi, la precede e la giustifica.

Leggi tutto...

Pernacchia accademica

 "La vanità dello scrivere in filosofia".

"La cosa meno seria di uno scritto filosofico è che è uno scritto. Platone lo ha appunto scritto, ché la lettera VII, autentica o no, comunque ‘platonica’, rappresenta questa confessione necessaria di impotenza: […] lo sforzo di dire adeguatamente si converte nella consapevolezza che ogni dire resta inadeguato e che, pertanto, non sarebbe serio perseguire la vana plasticità dello scritto. […] L’avere una volta filosofato è continuare a filosofare, comunicandosi non già l’eredità dei risultati bensì la continuità della successione effettiva e concreta passante di mano in mano, all’interno restando della sua autonomia non cedibile ad alcuno."

la citazione è tratta da Anyphoteton di
Giovanni Romano Bacchin 1975 -
un uomo fatto di pensiero
(Belluno, 1929 - Rimini, 1995) è stato docente di Filosofia della storia e Filosofia della scienza presso l'Università di Perugia e di Filosofia della scienza presso l'Università di Lecce. Dal 1970 fino alla sua morte ha occupato la Cattedra di Filosofia teoretica presso l'Università di Padova.

Misi la frase che dà inizio alla citazione riportata nell'introduzione della mia tesi, proprio in esergo; il mio prof la vide solo pochi giorni prima della seduta di laurea, non gli avevo detto nulla perchè mi sembrava una frase tautologica e incontestabile... lui invece dette di matto dicendomi che la frase "La cosa meno seria di uno scritto filosofico è che è uno scritto" era una pernacchia accademica in faccia a una commissione piena di gente che scriveva di filosofia e che mi ero sicuramente giocata la lode!

Ho riso tutto il giorno! invano ho tentato di spiegargli l'inspiegabile (visto che la frase diceva già tutto da sola), anche gli argomenti più banali (era una frase scritta in un libro filosofico da chi scriveva libri filosofici ecc.) non l'hanno convinto, era inutile non capiva, mancava del tutto di profondità!

p.s. la lode l'ho presa naturalmente...

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Se continui ad utilizzare questo sito accetti la cookies policy.