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Scuola estiva di alta formazione in filosofia "G. Colli"

Esercizi di resistenza etica. Come attraversare il deserto
7a edizione
Roccella Jonica 18 - 23 luglio 2016
 
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Associazione Culturale Scholé - Centro Studi Filosofici 
In collaborazione con

Comune di Roccella Jonica
Istituto Italiano per gli Studi Filosofici 
IISF Scuola di Roma
Centro per la Filosofia Italiana

Direzione
Remo Bodei
Giuseppe Cantarano
Salvatore Scali

Comitato scientifico
Mario Alcaro (†), Pietro Barcellona (†), Remo Bodei, Massimo Cacciari, Giuseppe Cantarano, Umberto Curi, Roberto Esposito, Sergio Givone, Fiorinda Li Vigni, Salvatore Natoli, Teresa Serra, Aldo Tonini, Gianni Vattimo

 
Clicca sull'immagine per visualizzare la locandina
 
 
 
 
Programma
 
18/07/2016 
- ore 17.30 Ex Convento dei Minimi 
Remo Bodei (Università della California) Uscite d’insicurezza. Paradossi della nostra morale provvisoria permanente
 
19/07/2016 
- ore 9.30 Ex Convento dei Minimi
Paolo Vinci (Università “La Sapienza”) Capitalismo come forma di vita. L’universalismo in questione
- ore 18.30 Chiostro Ex Convento dei Minori (Chiesa San Giuseppe) in collaborazione con Arciconfraternita di San Giuseppe
Invito alla lettura - Salvatore Scali L’etica Nicomachea di Aristotele
- ore 22.00 Area Colonne 
Aldo Schiavone Abbandono della politica e crisi della rappresentanza fra Italia ed Europa
 
20/07/2016
- ore 9.30 Ex Convento dei Minimi 
Aldo Schiavone (Istituto italiano di scienze umane) Etica e tecnica
- ore 18,30 Ex Chiesa Matrice (Castello Carafa)
In memoria di Mario Alcaro
Fiorinda Li Vigni (IISF – Scuola di Roma) Diseguaglianze e desertificazione dell’etico
 
21/07/2016 
- ore 9.30 Ex Convento dei Minimi 
Donatella Di Cesare (Università “La Sapienza”) Stranieri residenti. Per una politica dell’abitare
- ore 22.00 Area Colonne 
Remo Bodei, Donatella Di Cesare, Paolo Vinci Esercizi di resistenza etica. Come attraversare il deserto
 
22/07/2016 
- ore 9.30 Ex Convento dei Minimi 
Seminario di studi in onore di Mario Alcaro
Il resto di niente. Aspirazioni universali e (r)esistenze singolari
Coordina Fiorinda Li Vigni
Intervengono Denise Celentano, Alessandra Mallamo, Angelo Nizza
- ore 18.30 Vecchio Frantoio Guarneri (Borgo) in collaborazione con Associazione culturale “Roccella com’era”
Invito alla lettura - Elisa Scali L’Etica di Spinoza
- ore 22.00 Area Colonne
In memoria di Pino Certomà
Luciano Canfora Sulla Costituzione. â€œConvertiremo anche i pesci” 
 
23/07/2016 
- ore 9.30 Ex Convento dei Minimi
Luciano Canfora (Università di Bari) Rileggendo il proemio tucidideo: come scoppia una guerra
 
Il pensiero critico che l’Associazione Scholé promuove attraverso la Scuola Estiva ha una prospettiva essenzialmente politica, capace di connettersi con le questioni sociali ed economiche più urgenti della nostra epoca come il lavoro, la tecnica, le vecchie e nuove ideologie, la progressiva privatizzazione dei servizi e dei beni comuni. Posizionandosi fuori dai circuiti dominanti e basandosi su pratiche di autofinanziamento, senza con ciò rinunciare all’erogazione di numerose borse di studio ogni anno, la Scuola Estiva è un modo per dare espressione, tempo e spazio, alla comprensione del nostro presente: si costruisce attraverso la partecipazione attiva di volontari, cittadini interessati, studenti e dottorandi, che dialogano con relatori autorevoli, condividendo con essi la quotidianità, in una vera e propria comunità filosofica.
Si è materializzato, così, un concetto che per noi è fondamentale: la centralità di una relazione che intercorre trai singoli e che precede l’individuo già individuato. In quest’ottica abbiamo imparato che il soggetto coincide con la relazione medesima e che la singolarità dell’Io emerge come il risultato unico e irripetibile di un processo che ha la sua origine nel Noi.
Il deserto di cui parliamo in questa edizione è, al contrario, una metafora del mondo in cui viviamo, che ci appare senza punti di riferimento e sempre uguale a sé stesso: un luogo in cui un Noi non sembra possibile. Il nostro non è, però, l’invito a fuggire da una realtà arida e ostile: l’attraversamento è il modo di poter essere in un luogo che è a tutti gli effetti un non-luogo. Pensare a come attraversare il deserto significa praticare eticamente forme di resistenza, orientare i nostri comportamenti nella direzione di un cambiamento.
Gli “esercizi” non sono un modo per abituarsi a un clima ostile, non sono prove di forza intellettuale, all’opposto, puntano tutto sull’idea che si possa piegare la realtà, tracciare un percorso alternativo attraverso le nostre azioni, le nostre scelte, il nostro lavoro. 
È proprio questo spirito che fa “camminare la nostra strada”: non l’ipotesi che l’esperienza filosofica roccellese sia possibile, ma il fatto sorprendente che Scholé si stia realizzando e che ciò avvenga nonostante ogni cosa – dalle difficoltà materiali alla posizione geografica – dica che essa è impossibile. In questo senso, la Scuola Estiva non rappresenta un’oasi felice di razionalità illesa e di intersoggettività risparmiata dall’arsura, ma una lotta per il riconoscimento di ciò che è negato e tuttavia costituisce l’essenza del reale, che, appunto, non è mai dato una volta per tutte.
Se è vero – come ci insegnano Hegel, Marx, Nietzsche e molti altri filosofi contemporanei – che non siamo solo “cose che pensano” bensì “cose” che agiscono, parlano, scelgono, e che si realizzano nel tempo concreto della storia e della relazione con l’altro (riconoscendo così anche al pensiero uno statuto che non lo riduce alla pura e semplice rappresentazione interiore), partire dall’etica significa comprendere quali sono ora, e magari quali sono state in altre epoche, le condizioni di possibilità storiche e immanenti del nostro agire. Ma significa anche capire gli effetti che la nostra condotta può avere su quelle condizioni di possibilità, confermando o mutando il loro significato, realizzando anche cose “impossibili” e mettendo in atto un certo tipo di etica, di sapere, e di libertà. Il contributo di filosofi e storici che caratterizza l’edizione di quest’anno va esattamente in questa direzione. Perché la vita attiva che nasce e si sviluppa nelle pratiche collettive designa – in un senso non troppo distante dalla parola greca ethos â€“ l’insieme delle abitudini, degli usi e delle regole di convivenza che strutturano il mondo in una certa epoca e in determinate condizioni socio-economiche e culturali. Questo significa che non c’è niente e nessuno da aspettare e che già oggi è possibile elaborare modalità diverse di stare al mondo.
Sembra che l’epoca in cui viviamo adesso sia fatta di sabbia. La realtà è composta da masse indistinte e in perenne mutazione ma all’apparenza è sempre uguale: globalizzata dal denaro, equivalente universale che rende indifferente ogni cosa, e tenuta perversamente in connessione dal mercato, momento massimo di disgiunzione sociale, rappresentato dallo sfruttamento di uomini e risorse nel “sistema dei bisogni”.
Esiste in questo deserto una posizione etica che permetta di tracciare un percorso che apra nuove possibilità? Intanto siamo convinti che trovare un’etica, un insieme di regole e metodi con cui orientarci, sia già un modo di contrastare la sregolatezza del mondo fatto dal capitale. Si tratta quindi di definire una prassi che abbia una certa stabilità e un minimo di verità, a partire dalla consapevolezza che non può più essere la centralità di un Io basato su una trascendenza senza storia a costituirne il fondamento. Che farcene delle verità assolute e della libertà di pensiero se da esse non si producono poi forme di attraversamento e di resistenza, ovvero verità storiche di cambiamento e azioni di libertà?
 
I coordinatori
Alessandra Mallamo
Angelo Nizza
 
 
I relatori dell'edizione 2016

Remo Bodei Professore emerito all’Università di Pisa, attualmente insegna alla “University of California” di Los Angeles. Dal 2015 è direttore della Scuola Estiva di alta formazione in Filosofia “Giorgio Colli” di Roccella Jonica. Si è interessato a fondo della filosofia classica tedesca e dell'Idealismo, esordendo con la fondamentale monografia “Sistema ed epoca in Hegel” (1975), che è stata riproposta di recente in un’edizione ampliata dal titolo “La civetta e la talpa” (2014). I suoi interessi di studioso spaziano da Agostino di Ippona alla filosofia europea del ‘600 (Cartesio, Spinoza e Hobbes) e giungono fino al pensiero del ‘900 (Bloch, Adorno, Benjamin, Freud). Tra gli ultimi lavori compaiono "Immaginare alre vite. Realtà, progetti, desideri" (2013); “Ordoamoris” (2015); “Limite” (2016).

Luciano Canfora Professore emerito di “Filologia greca e latina” all’Università di Bari, è considerato uno dei massimi conoscitori della cultura classica. Ispirate da approccio multidisciplinare, le sue linee di ricerca affrontano, oltre alla storia e alla letteratura della tradizione classica, anche la storia d’Europa nell’età della Rivoluzione francese e dell’Impero e la storia dei conflitti ideologico-culturali in Europa tra Otto e Novecento. È autore di una vasta bibliografia, di cui menzioniamo tre titoli recenti â€œIl presente come storia. Perché il passato ci chiarisce le idee” (2014); “Augusto figlio di Dio” (2015); “Tucidide: la menzogna, la colpa, l’esilio” (2016).

Donatella Di Cesare Insegna “Filosofia teoretica” all’Università “La Sapienza” di Roma. Ha studiato in Germania, a Tübingen e a Heidelberg. È stata l'ultima allieva di Gadamer (l'unica donna). Muovendo dai temi legati al linguaggio, è approdata all’ermeneutica filosofica e al pensiero contemporaneo, studiando Heidegger e intervenendo nel dibattito legato ai “Quaderni neri”. Nei suoi interessi rientra anche la riflessione etica, con particolare riferimento alla filosofia ebraica; negli ultimi anni si è soffermata sulla condizione umana dell'esilio, sulla figura dello straniero residente, sui problemi della cittadinanza e dello stato-nazione. Dei suoi libri giova ricordare “La giustizia deve essere di questo mondo. Paesaggi dell'etica ebraica” (2012); “Heidegger e gli ebrei. I Quaderni neri” (2014); “Heidegger & Sons. Eredità e futuro di un filosofo” (2015).

Aldo Schiavone Già professore di “Diritto romano” presso gli Atenei di Bari e Firenze, ha tenuto il medesimo insegnamento anche presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane, di cui è stato fondatore e direttore. È ritenuto uno dei massimi esperti della storia e del diritto romano, un tema che lo ha interessato fin dagli anni ’70 e che ha saputo intrecciare con alcune questioni attinenti alla società e alla politica dell’Occidente contemporaneo. Tra i molti suoi libri citiamo “Storia e destino” (2009); “Non ti delego. Perché gli Italiani non credono più nella loro politica” (2013); “Ponzio Pilato. Un enigma tra storia e memoria” (2016). 

Paolo Vinci Docente di “Filosofia pratica” presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Il suo impegno di ricerca si è rivolto inizialmente al pensiero di Marx e di Hegel, e si è orientato successivamente allo studio di Heidegger e Kant; si è occupato anche di filosofia contemporanea e in particolare del pensiero di Adorno e Benjamin. Tra le sue ultime opere ricordiamo “Essere ed esperienza in Heidegger. Una fenomenologia possibile fra Hegel e Hölderlin” (2008); “La forma filosofia in Marx” (2011); “Introduzione alla lettura del Capitale di Marx” (2016).

 

 

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