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Mezzi e fini. Materiali per pensare 06: Hannah Arendt

 

Hannah Arendt (Hannover 1906 - New York 1975), è stata allieva di Husserl, Heidegger e Jaspers, quindi profuga in Francia, infine cittadina americana, insegnò filosofia politica a Chicago e New York.

 

“Gli assiomi della teoria politica arendtiana si riferiscono a tre condizioni fondamentali della nostra esistenza (nel duplice senso di «condizionamenti» e di «situazioni costitutive»). La prima condizione è l'ambiente naturale, organico e inorganico, in cui vive l'uomo, la Terra. L'attività che corrisponde a tale condizione è il "lavoro", con cui la specie umana assicura la propria sopravvivenza. Il tipo corrispondente è "animal laborans". La seconda condizione è l'insieme di artefatti di cui l'uomo si circonda per dare permanenza alla sua vita sulla terra. Questo insieme costituisce il Mondo umano, a cui corrispondono l'attività dell'operare e il tipo dell'"homo faber". La terza condizione […] è ciò che i greci chiamavano "polis", ovvero lo spazio pubblico in cui gli uomini possono entrare in relazione gli uni con gli altri, e conservare la memoria dei loro atti mediante il discorso. L'attività corrispondente è l'"agire", nel senso della "politeia", e il tipo umano attivo in questo spazio pubblico è quello che Aristotele definisce "zoon politikon”.

 

Le tre attività compongono là "vita activa", distinta dalla "vita contemplativa", che si svolge nell'interiorità dei soggetti e non comporta né attività esteriori né relazioni con gli altri uomini.”

 

(Alessandro Dal Lago)

 

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Mezzi e fini. Materiali per pensare 05: Aristotele

Una buona parte del Libro I della Politica riguarda la crematistica, ovvero "l'amministrazione delle ricchezze" (da chrèmata, «cose, sostanze»). Aristotele precisa che la crematistica che può essere considerata parte dell'economia domestica è quella "naturale", cioè quella che concerne le ricchezze come beni necessari per vivere bene. Il filosofo fa notare come, logicamente, questo tipo di ricchezza abbia un limite ben determinato, stabilito proprio dal suo fine (vivere bene), e perciò può essere considerata moralmente legittima. Vi è poi un secondo tipo di crematistica, che mira ad acquisire ricchezze illimitate e quindi non fa parte dell'economia, perchè a invertirsi è esattamente il rapporto tra i mezzi e fini, essendo il fine illimitato e non essendolo i mezzi. Il testo ha forse una lettura un po' difficoltosa, bisogna infatti tenere presente che l'approccio analitico di Aristotele è sempre molto scientifico, ma varrà la pena arrivare fino in fondo per riassaporare la profondità a la lucidità con cui la penna dello Stagirita attraversa il foglio e il tempo per arrivare fino a noi.

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Mezzi e fini. Materiali per pensare 04: Baruch Spinoza

Trattato sull'emendazione dell'intelletto
Spinoza scrisse il Trattato nel 1659 con l'intezione di capire se ci sia qualcosa che possa essere considerata realmente il Bene e che quindi possa rendere felice chi la possiede. In questo brano riflette su quale può essere il fine che guida le nostre vite e su come il pensiero ci aiuta a perseguirlo.
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Mezzi e fini. Materiali per pensare 03: Salvatore Veca

 

Nello spazio dei fini

L'idea dello sviluppo umano come libertà delle persone si colloca nello spazio dei fini, cui ho fatto cenno sin dalle prime pagine. Ora, se accettiamo che la libertà, l'eguale libertà delle persone, è il valore politico che ha priorità, siamo naturalmente indotti a chiederci quanto ineguaglianze, disparità e differenze nelle condizioni e nelle capacità sociali, economiche, culturali rendano ineguale, a volte intollerabilmente ineguale, il valore che l'eguale libertà ha per le persone.

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