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Scholè e l'IISF: lavorare per la crescita della filosofia e della civiltà

In questi anni l'Associazione Scholè, prendendo ad esempio il grandissimo lavoro realizzato per la promozione della ricerca filosofica da uno dei suoi più importanti riferimenti, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, ha erogato 48 borse di studio, per permettere a studiosi e appassionati di poter prendere parte agli incontri della scuola estiva. Una piccola cosa rispetto alle 2700 borse donate dall'Istituto nei suoi anni di attività, ma comunque importante, qualcosa che incarna lo spirito del fondatore del prestigioso centro napoletano e di tutti coloro che collaborano con lui.

Guardate, e ascoltate bene il video pubblicato in basso. Gerardo Marotta, fondatore dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, racconta in questo video quello che ha rappresentato e che rappresenta oggi l'IISF, ogni parola e ogni immagine, non dice, mostra perfettamente e esattamente la verità su cosa significhi fare cultura in Italia, del Sud, perlomeno, perché quello che vale per Napoli vale per tutti noi quiggù, anche se la nostra è ancora una piccola realtà.

Forse sono tutte cose che già si sanno: lo sappiamo tutti che la cultura in Italia non ha spazio, che è difficile farla, che è difficilissimo crederci, e dopo - solo -  quattro anni di attività con l'Associazione Scholé, sono pronta a sottoscrivere ogni singola parola. 

Tuttavia...

Tuttavia Marotta non è l'ennesimo vessillo dell'indignazione, Marotta non è semplicemente un "indignato", egli è il fondatore dell'IISF, egli ha creato uno spazio, ha creato possibilità, ha lottato e ha dato tutto, e quando dico tutto intendo tutto. Dunque il punto è sempre lo stesso: fare o non fare qualcosa.
Tutto il resto è miseria.
Quello che emerge da questo video, dal lavoro dell'IISF (e anche dal nostro piccolo lavoro) non è l'indignazione, ma è il fatto che nonostante tutto, esistono queste cose. Esiste Scholé, esiste l'Istituto e mille altre Associazioni e persone che ogni giorno si svegliano e fanno qualcosa, cambiano il mondo. Si fanno "il mazzo", piangono, si indebitano, non ci guadagnano nulla, ma essenzialmente sono felici, e pazzi. Alla fine, io mi sono convinta che  in questo momento di crisi, noi milioni di giovani inutili laureati in materie umanistiche e in mille altre discipline, abbiamo il tempo per vivere, per dedicarci oggi alla nostra crescita e alla nostra libertà, abbiamo il tempo per concepire di nuovo il lavoro come azione operante sulla realtà.
Siamo indignati e affranti per quello che accade all'Istituto e alla sua biblioteca, tutti lo sono. Tuttavia ciò che possiamo imparare da questa rabbia è che la lezione di Marotta e di persone come, per esempio, il Professore Tonini, il responsabile per le scuole estive con cui siamo in contatto e che si prodiga in ogni modo per sostenerci,  sta nelle loro azioni e non nei loro sentimenti.
Credo che questo video non dica nulla di nuovo rispetto allo schifo del degrado culturale, tuttavia non c'è solo questo, possiamo vedere che l'IISF esiste, che nel deserto ci sono sempre gli avamposti; non le avanguardie, quelle che semplicemente guardano oltre, ma coloro che stanno già avanti.

 

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