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La Scuola e "il manifesto"

Di seguito pubblichiamo l'articolo uscito sul quotidiano il manifesto nell'edizione del 18 luglio 2013 dal titolo Il calendario della scuola estiva di Roccella Jonica, a firma dei coordinatori della manifestazione Alessandra Mallamo e Angelo Nizza.

Il concetto di comune può essere un’idea politicamente produttiva se è in grado di riattivare la trama pubblica delle relazioni simboliche e affettive in aperta polemica con l’ideologia maturata in seno al neoliberismo basata su uno spietato individualismo proprietario. È all’interno di questo quadro teorico che si colloca il pensiero socio-politico dei beni comuni. Che ha alle spalle una categoria squisitamente filosofica. Quella del comune. Ed è proprio nell’ambito di un pensiero del comune che si situa la quarta edizione della Scuola estiva di alta formazione in filosofia “Giorgio Colli” di Roccella Jonica.

Nella Locride, l’associazione culturale “Scholé”, dal nome che in greco indica il tempo contemplativo sottratto al lavoro, dal 24 al 28 luglio prossimi, ha scelto di riflettere su alcuni nodi teorici – economici, storici, filosofici – che rendono ragionevole ritenere il “noi” antecedente rispetto all’“io”. Le lezioni e i vari seminari avranno un carattere multidisciplinare. Parteciperanno il direttore della Scuola, Giuseppe Cantarano, il filosofo Gianni Vattimo, il giurista Ugo Mattei, la giornalista e saggista Ida Dominijanni, lo storico Piero Bevilacqua e l’economista Bruno Amoroso. Un aspetto importante della Scuola, all’interno delle varie sessioni di studio, è costituito dal seminario riservato agli studiosi più giovani, intitolato a Mario Alcaro e dedicato al sapere come bene comune. Sarà un seminario finalizzato a rendere maggiormente esplicito il carattere intersoggettivo del sapere. Inteso come pensiero generale di una comunità, insieme di conoscenze linguisticamente articolate di natura tecnica o specialistica. Nell'epoca del capitalismo cognitivo e del dominio della teoria merceologica del valore, il bene comune del sapere non è un dato acquisito, ma una partita aperta. La posta in gioco è la rivendicazione del sapere come luogo in cui è possibile l’espressione dell’intelligenza generale e delle conoscenze liberate dal potere, emancipate dalla schiavitù del profitto, quindi, restituite alla vitalità del pluralismo democratico. La Scuola, che ha come supervisori scientifici l’Istituto italiano per gli studi filosofici e il Centro per la filosofia italiana, coinvolgerà oltre al comune di Roccella anche le città limitrofe di Caulonia e Placanica. Con l’intento di costituire un presidio collettivo del pensiero critico sull’intero comprensorio della Locride. Richiamando intellettuali e studenti e cittadini provenienti da tutta Italia, la Scuola vorrebbe riscattare l’affinità elettiva che lega questo territorio al pensiero filosofico fin dai tempi in cui Locri era colonia magno greca. E le piazze e i templi, i teatri e i mercati dinamici luoghi nei quali i cittadini facevano davvero esperienza di quelli che noi oggi chiamiamo beni comuni.

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