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Maschera e volto. Note su Esposito

Pubblico qui di seguito alcune osservazioni sui temi che occupano le attuali linee di ricerca di Roberto Esposito. Alcuni degli argomenti saranno al centro della lezione che il filosofo napoletano terrà alla Scuola Estiva 2014 il 28 luglio. Queste note muovono perlopiù dal seminario tenuto da Esposito nell'ambito della Scuola di Roma 2014.

L’archeologia di Roberto Esposito risale fino agli anni che precedono Cristo per studiare un dispositivo che oggi conosce l’epilogo del proprio funzionamento. La tesi - contenuta in un volume in corso di pubblicazione presso l’editore Einaudi dal titolo Persone, cose, corpi - è di ripensare allo statuto del corpo, che nella sua coerenza concettuale non né ne persona e né cosa, per prospettare un’«esistenza libera di aderire soltanto a se stessa». Esposito guarda così a una forma di vita di là da venire caratterizzata dal transito dal due all’uno, che non si sdoppia in maschera e volto ma che si rinnova sanando quello scarto. 

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Esito call for speech 2014

La Commissione giudicatrice ringrazia quanti hanno risposto al call for speech 2014 e intende rilevare l'ottimo livello delle proposte pervenute, tutte caratterizzate da originalità e pertinenza rispetto all'argomento del seminario e, in generale, coerenti al tema della Scuola Estiva.

In relazione alle tre proposte da coinvolgere nel seminario dal titolo "Economia e Sovranità", coordinato dal prof. Luca Parisoli e che si svolgerà il 30 luglio 2014, la Commissione esprime parere favorevole nei riguardi degli abstract inviati dai seguenti autori: Fabrizio Carlino, Saverio Alessandro Matrangolo, Giuseppe Vizzini.

Agli interessati verrà inviata una comunicazione nella casella di posta elettronica precedentemente indicata. 

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"Potere e politica" oltre la fine della storia

Questo articolo dedicato ad alcune delle questioni che saranno al centro della quinta edizione della Scuola Estiva è apparso sul numero di maggio del periodico indipendente "Fatti al cubo" diretto da Daniela Ielasi.

L’uomo giunto alla fine della storia revoca in questione la propria natura, a cominciare dalla predisposizione ad agire da animale politico. Questo vuole l’ideologia postmoderna col suo adagio sulla compiuta realizzazione dell’opera dell’uomo in ogni ambito dell’esperienza. Tuttavia, la fine di un paradigma non coincide con il ritirarsi del mondo tutto intero. Altre forme di vita possono essere concepite. Una fine, dai caratteri decisi, è attribuita alla politica, nella misura in cui essa ha cessato di essere il luogo deputato alla sovranità. Nella spoliticizzazione dell’epoca contemporanea il potere è transitato dalla sfera della prassi pubblica a quella degli interessi privati, dalla polis all’oicos, dal politico all’economico.

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