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Scuola 2011

Un'edizione in cui si è davvero visto il senso di quello che avevamo intenzione di costruire e abbiamo costruito, 5 giorni di autentica comunità filosofica, 5 giorni in cui anche quelli che all'inizio ci sembravano contrattempi insuperabili si sono trasformati in occasioni nuove di dialogo. Insieme alla locandina con il programma dell'evento e al resoconto trovate un articolo della nostra carissima amica Maria Merante.

 MANIFESTO LUNGO

Una settimana dedicata alla discussione su quattro delle parole chiave che raccontano l’epoca contemporanea. La seconda edizione della Scuola Estiva si è proposta di riflettere sul presente attraverso una’analisi lessicologica, non per fare filologia ma per misurarsi con i nodi concettuali espressi dai termini presi in esame. Umberto Curi, dell’Università di Padova, ha relazionato su ‘straniero’: a partire da una lucida retrospettiva sul “Perturbante” di Freud, Curi ha restituito il profilo dello straniero come colui che è insieme dono e minaccia, che, in quanto sconosciuto, attira e turba; Salvatore Natoli, della “Bicocca” di Milano, ha parlato di ‘felicità’ definendone il carattere pubblico e intendendola come la compiuta realizzazione delle potenzialità umane.

Pedro Miguel, dell’ateneo di Bari, si è concentrato su ‘mondo’: il professore d’origine angoliana ha fatto il punto sull’interculturalità e sulla differenza di abitudini e prospettive fra l’occidente e i paesi africani. Il quarto termine, ‘tecnica’, è stato oggetto di un laboratorio curato dagli studenti. Come già avvenuto durante la prima edizione, dopo le relazioni dei docenti, la Scuola ha previsto le comunicazioni pronunciate da giovani studiosi. E molti sono stati gli universitari e i dottorandi presenti, anche interregionali, provenienti dal Lazio e dalla Puglia, per un totale di dodici borsisti. Gli iscritti, invece, che hanno contato anche la presenza di persone non specialiste del campo di studio, hanno raggiunto le quaranta unità: confermando lo spirito di questa Scuola che mira a fare filosofia fuori dai dipartimenti, a contatto con la gente vera. È in questa direzione che vanno letti altri due momenti importanti. Il primo: la lezione su Tommaso Campanella, tenuta dal direttore della Scuola, Giuseppe Cantarano, che si è svolta a Placanica nel suggestivo chiostro del convento dei domenicani dove fra Tommaso prese i voti. Il secondo: la presentazione del libro “Liberali d’Italia” di Corrado Ocone e Dario Antiseri, avvenuta nell’area Belvedere del lungomare di Roccella, alla presenza dello stesso Ocone. Ancora lui, infine, sabato mattina è stato protagonista di un vivace confronto sull’attualità di Karl Marx, sull’acume logico dell’analisi condotta dal filosofo di Treviri a proposito dei meccanismi di funzionamento della società capitalista.
La Scuola, coordinata da Alessandra Mallamo e Angelo Nizza, è stata organizzata dall’associazione Scholé, presieduta da Salvatore Scali, in collaborazione con l’Istituto italiano per gli studi filosofici, il Centro per la filosofia italiana, la casa editrice Rubbettino e l’Istituto d’istruzione superiore “Pietro Mazzone” di Roccella. Inoltre, ha goduto del patrocinio del comune del centro ionico, del comune di Placanica, della provincia di Reggio e della regione. A caldo, i commenti dei partecipanti sono stati positivi, la Scuola ha funzionato: stimolanti sia gli interventi sia i dibattiti che ne sono seguiti. Si tratta, quindi, di uno spazio pubblico da salvaguardare e potenziare. Da radicare bene nel territorio, in una Locride che deve riprendere dimestichezza con la dialettica e con l’atteggiamento critico nei confronti dei grandi temi che ci riguardano.

 

27 / 07 / 2011

Reduce dalla seconda edizione della Scuola estiva di Alta Formazione in Filosofia “Giorgio Colli” Riflessi del presente organizzata dall’Associazione culturale Scholé, non posso che esternare la mia piena soddisfazione. La Scuola, che si è svolta dal 18 al 23 luglio, ha riunito oltre alle figure classiche: studenti, ricercatori e docenti, anche coloro i quali non fanno della filosofia una professione, ma ciò nonostante ne sono affascinati. La Scuola non a caso è dedicata a Giorgio Colli, il destinatario naturale di questo contesto poiché, come ricorda il presidente Giuseppe Cantarano, egli è il pensatore ibrido per eccellenza, troppe volte dimenticato sia dai filosofi sia dai filologi. Al di là delle ristrettezze proprie dell’ambiente accademico, a Roccella Jonica la filosofia è diventata per una settimana il cuore pulsante della polis.
Quest’anno la Scuola ha deciso di riflettere su alcuni temi fondamentali per la contemporaneità, infatti, ogni giornata è stata guidata da una parola chiave: straniero, felicità, mondo e tecnica. Di tutto rispetto i relatori invitati – peccato per le assenze più che giustificate di Mario Alcaro e Gianni Vattimo –: Salvatore Natoli, Umberto Curi, Pedro Miguel e Corrado Ocone, le cui lezioni sono state strumento di vibranti dibattiti con un’attentissima platea. Curi ha relazionato sulla prossimità dello straniero, a partire dal Perturbante di Freud, legando il discorso teorico a quello politico dell’immigrazione nel nostro Paese. Natoli si è concentrato su quel sommo bene che è la felicità, evidenziando, sulla scorta dell’etica aristotelica, come essa sia un cantiere sempre aperto. Miguel, studioso angolano, ha invece ricercato le origini del colonialismo occidentale, partendo dalla prospettiva del conquistato. Infine, Ocone ha concluso i lavori con un intervento su Marx a partire dal liberalismo.
Ma oltre ai grandi nomi, la Scuola ha dato voce ad alcuni giovani studiosi, i quali si sono legati di volta in volta alla parola chiave della giornata. Tra questi: Davide Bruzzese si è espresso sull’alterità dell’ospedalizzato, Alessandra Mallamo sul rapporto fra felicità e merce, Stefano Santasilia sull’interculturalità e la filosofia della liberazione, infine Giacomo Cortesi, Maria Merante e Giacomo Pisani hanno affrontato la questione per eccellenza del mondo d’oggi, la tecnica.
Quest’edizione, però, è stata anche itinerante, infatti, le lezioni si sono svolte tutte tra l’Ex-convento dei Minimi e la Sala del Consiglio comunale, ad eccezione di quella di Cantarano su Tommaso Campanella, che ha avuto luogo nel Convento dei Domenicani di Placanica (in cui il filosofo prese i voti). Se il pensiero ha palpitato a Roccella, il merito va sicuramente agli organizzatori: Salvatore Scali, Angelo Nizza e Alessandra Mallamo, la cui gentilezza si è immediatamente trasformata in un senso di coesione e amicizia, che merita di essere coltivato, magari con una cena a base di Spaghetti alla "Corte d’Assise". La mente ringrazia la Scuola, ma altrettanto fa il cuore.

Maria Merante

 

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