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Scuola 2012

La scuola del 2012 è stata il nostro "battesimo del fuoco", ci siamo lanciati per la terza volta nell'avventura della filosofia, ma questa volta eravamo senza paracadute, ovvero senza nessun tipo di finanziamento, senza richieste in sospeso, senza nulla; abbiamo scommesso sulla relazionalità che la riflessione era capace di creare, abbiamo incontrato ogni difficoltà immaginabile e inimmaginabile (un giorno scriveremo un libro su questo), ma abbiamo vinto la scommessa. Dal 2012 non facciamo che rilanciare


                                 

manifesto scuola 2012 50x70La terza edizione della Scuola Estiva ha continuato sulla linea di discussione già percorsa durante l’anno precedente, proponendo altre quattro parole chiave come attrezzi teorici con cui leggere il presente. Sono state quattro giornate fitte di relazioni e di dibattiti, animate da nomi importanti del panorama filosofico italiano. Teresa Serra, docente di Filosofia del diritto a “La Sapienza” di Roma e direttrice del Centro per la filosofia italiana, ha aperto i lavori ragionando sulla parola ‘democrazia’ e sull’intreccio che essa stabilisce con la sfera della comunicazione. Sempre di ‘democrazia’ ha parlato Anna Jellamo, roccellese di origine e docente di Filosofia politica all’Università della Calabria. Jellamo è andata alle origini della politica, recuperando le linee generali della ricerca di Aristotele a proposito del nesso fra il regime democratico e la retorica.

Sul lemma ‘ideologia’ si è soffermato Corrado Ocone della Luiss, già ospite della Scuola l’anno precedente, che ha operato un’analisi dell’opposizione fra post-modernismo e neo-realismo, prospettandone il superamento. Altro termine su cui si è tentato di gettare luce è stato quello di ‘presente’. È stato Pietro Barcellona, in videoconferenza dalla località in cui si era ritirato per problemi di salute, a relazionare mettendo in evidenza alcuni dei caratteri salienti della crisi che affligge le forme di vita contemporanee, in particolare per ciò che concerne la vitalità delle relazioni simboliche e affettive quotidiane. Il quarto termine chiave, ‘lavoro’, è stato al centro del seminario animato da giovani studiosi provenienti da tutta Italia dal titolo “Quando il verbo si fa merce”. Il seminario ha messo sul tavolo le attuali trasformazioni del sistema di produzione, ponendo l’attenzione sul «divenire linguistico del lavoro». Dai lavori è stato tratto il volume monografico “Ora et labora”, il secondo libro collettaneo pubblicato nell’ambito di “Riflessi del presente”, dopo “Polisofia” che ha raccolto i contributi dei giovani studiosi intervenuti durante le prime due annualità della Scuola. Il salone dell’ex convento dei Minimi ha seguito con particolare interesse le sedute, registrando una buona partecipazione alla discussione sia da parte degli oltre 50 fra borsisti e corsisti, sia da parte di cittadini appassionati, richiamati dall’interesse nei confronti del pensiero che pensa l’oggi. Soddisfatto il direttore della Scuola, Giuseppe Cantarano, protagonista, durante l’apertura dei lavori, di fronte alla sorella, al fratello e al figlio Tony, di un commosso omaggio a Mario Alcaro, il filosofo meridiano, ex direttore del dipartimento di filosofia dell’Unical, scomparso nel giugno 2012. E proprio all’ultima pubblicazione in vita di Alcaro è stata consacrato uno degli appuntamenti pubblici serali in cui Serra e Cantarano si sono confrontati sull’opera Storia del pensiero filosofico in Calabria da Pitagora ai giorni nostri (Rubbettino). Le sessioni di studio, organizzate da Scholé, presieduta da Salvatore Scali, e coordinate da Alessandra Mallamo e Angelo Nizza, hanno goduto del patrocinio del comune di Roccella e sono state frequentate pure dal sindaco, Giuseppe Certomà.

 

 

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