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L'Associazione Culturale Scholé nasce nel 2011 per dare forma e continuità al lavoro di organizzazione della Scuola Estiva di Alta Formazione in Filosofia "Giorgio Colli". 
Composta nel suo nucleo direttivo da docenti liceali e studiosi della disciplina, Scholé è cresciuta negli anni ponendosi l'obiettivo di diffondere la filosofia fuori dai circuiti tradizionali, facendo interagire coloro che vi appartengono con una realtà che solitamente è estromessa dallo studio della disciplina. L'Associazione, infatti, si propone di aprirsi alla città, avendo come idea guida il libero esercizio del pensiero fine a se stesso e per questo capace di confrontarsi criticamente con le questioni sollevate dalla realtà che ci circonda. Scholé ha un'indole essenzialmente politica: realizza la sua attività costruendo al contempo uno spazio comune, in una forma per cui la relazione tra i soggetti diviene la struttura sostanziale della riflessione filosofica che si sviluppa durante i tanti momenti d'incontro.
Questo spirito si concretizza nella Scuola Estiva di Alta Formazione in Filosofia "Giorgio Colli", nella Scuola di Alta Formazione in Filosofia "Mario Alcaro" e nella produzione di volumi collettanei cui partecipano giovani studiosi. 
 
Uno dei momenti fondamentali del nostro lavoro consiste proprio nel dare concretezza al desiderio di creare spazi per la filosofia sapendo che per farlo è necessario anche creare le condizioni di possibilità materiali per la ricerca e la discussione. Per questo motivo l'Associazione eroga ogni anno quante più borse di studio è possibile, e organizza un seminario di studi ospitando a Roccella diversi giovani relatori provenienti da tutta Italia.
 
Tutti gli sforzi di Scholé sono ripagati dalla risposta della cittadinanza e della comunità filosofica che stiamo costruendo in questi anni: l'Associazione, infatti, si sorregge grazie alla sensibilità delle Amministrazioni Comunali - quella di Roccella Jonica soprattutto e quella di Placanica per le ini-ziative che la riguardano - e grazie all'importante contributo economico di partecipanti, sostenitori e cittadini.  Questa trama di relazioni creatasi negli anni è la conferma che il desiderio di fare filosofia in modo disinteressato e quanto più libero è possibile richiede un impegno profondo e una dedizione radicale. 
Tale dedizione è animata dall'inesauribile desiderio di riappropriarci del tempo, sottraendolo alle istanze della quotidianità e affrancandolo dal bisogno per dedicarlo allo sviluppo della teoresi. Tuttavia, l'esperienza teoretica concepita da Scholé, come sarà chiaro a questo punto, non è quella dell'intelletto esangue, ma del cervello sociale piantato a terra, e non è perciò secondaria, o peggio, elitaria, rispetto alle pratiche dell'agire strumentale, alle dure necessità dell'esistenza, o a ciò che si indica genericamente con l'espressione "problemi concreti": la nostra esperienza di pensiero è un modo per dare espressione, tempo e spazio, alla comprensione del nostro presente, tanto più libera e vera quanto è disinteressata.
 
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