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Locandina di Alessandra Scali Locandina di Alessandra Scali

Scuola "Alcaro" IX edizione: Epistème In evidenza

Il nuovo ciclo della Scuola "Mario Alcaro", dedicato al concetto di EPISTÈME, inizierà mercoledì 17/02 al Liceo Classico Ivo Oliveti di Locri. Il primo seminario, su Scienza e tecnica nell'Illuminismo, sarà a cura di Paolo Quintili (Roma "Tor Vergata"). Gli incontri si svolgeranno nei mesi di febbraio, marzo e aprile e coinvolgeranno anche studentesse, studenti e docenti del Liceo Scientifico Statale "A.Volta" di Reggio Calabria. Oltre a Quintili, interverranno anche Bussotti (Udine) / Cacciatore (Rende-Cosenza) / Fermani (Macerata) / Medda (Cagliari) / Turchetto (Venezia).


Di seguito riportiamo la presentazione del tema inserita nell'antologia dei testi scelti dai relatori:

Epistème. La parola scienza, con la quale siamo soliti tradurre il termine greco epistème, indica quel sapere che «include una garanzia assoluta di validità ed è perciò, come conoscenza, il grado massimo della certezza». Così il Dizionario di filosofia di Nicola Abbagnano definisce il significato «tradizionale» del concetto di scienza, opponendolo a quello di opinione. Quella scientifica sarebbe, dunque, una conoscenza certa e stabile, che nulla ha da spartire con la varietà e con la contingenza dell’esperienza pratica. Insomma, la scienza come sapere teoretico-contemplativo capace di dirci davvero come stanno le cose, mettendoci al riparo dagli imprevisti e dagli errori tipici della prassi. Questa immagine della scienza ci convince? è giustificabile, oggi, pensare al sapere scientifico come a un complesso infallibile di teorie? La scienza è separata dall’attività concreta del fare e dell’agire? Per cominciare a rispondere a queste prime domande, abbiamo scelto di approfondire la questione e di riflettere sul binomio scienza-tecnica. Ormai, come ci hanno insegnato Bacone, prima, e gli enciclopedisti, poi, non possiamo più separare la conoscenza scientifica dal fare tecnico-produttivo. La scienza non è più solamente teoria ma è un sapere utile, che trova nella tecnica i suoi mezzi e fini. I seminari di quest’anno affronteranno il problema dal punto di vista della scienza; l’anno prossimo, invece, la prospettiva sarà quella della tecnica. Ma già in questo ciclo, come testimoniano i testi e gli autori dell’antologia, ci occuperemo dei rapporti tra i due concetti. Partiamo, allora, dalla scienza e, in particolare, da una citazione del fisico Carlo Rovelli che ribalta quel significato «tradizionale» di epistème di cui si è detto all’inizio della presentazione: «Le facili certezze ottocentesche sulla scienza, e in particolare la glorificazione della scienza intesa come sapere definitivo sul mondo, sono crollate. A questo crollo ha contribuito non poco la rivoluzione della fisica del XX secolo, che ha portato alla scoperta che la fisica newtoniana, nonostante la sua immensa efficacia, è in un senso molto preciso “sbagliata”. Molta della filosofia della scienza successiva può essere letta come un tentativo di fare i conti con questo crollo […] Una parte della filosofia della scienza ha reagito cercando di salvare un fondamento di certezza per il sapere scientifico […] All’estremità opposta dello spettro, un’altra parte della cultura contemporanea svaluta radicalmente il sapere scientifico e nutre un diffuso antiscientismo. Dopo il XX secolo il pensiero razionale appare incerto e sotto accusa; tanto nel mondo della cultura quanto nel pensiero comune crescono forme diverse d’irrazionalismo. […] Ma la mancanza di certezza lungi dall’essere una debolezza, costituisce, e ha sempre costituito, il segreto stesso della forza del pensiero razionale, inteso come pensiero della curiosità, della ribellione e del mutamento. Le risposte della scienza naturale non sono credibili perché sono definitive: sono credibili perché sono le migliori di cui disponiamo oggi, a un dato momento della storia reale del nostro sapere. È proprio perché sappiamo non considerarle definitive che continuano a migliorare […] Rimettendo in discussione Newton, Einstein non ha messo in discussione la possibilità del pensiero di vedere come è fatto il mondo, al contrario ha ripreso il cammino che è stato di Maxwell, di Newton, di Copernico, di Tolomeo, di Ipparco e di Anassimandro: rimettere in discussione in continuità i fondamenti della nostra visione del mondo, per migliorarla in continuazione; riconoscere i nostri errori e imparare a guardare via via più lontano» (Carlo Rovelli, Che cos’è la scienza. La rivoluzione di Anassimandro, Mondadori, Milano, 2017, pp. 6-7).

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Ultima modifica ilDomenica, 14 Febbraio 2021 20:01

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