
27/07/25 ore 9.30
ex Convento dei Minim
Ethics of care: la cura e il paradigma materno
L’intervento si propone di descrivere le caratteristiche principali del movimento, sorto negli anni Ottanta negli Stati Uniti, noto con il nome di ethics of care. A partire dal lavoro di Carol Gilligan, a cui viene notoriamente attribuita maternità del movimento, si illustreranno le principali voci (Tronto, Noddings, Ruddick, Kittay, Held), le loro peculiarità e il contributo che hanno offerto.
La proposta filosofica dell’etica della cura sostiene la fallacia della proposta di un soggetto autonomo e indipendente, padrone delle proprie azioni, enfatizzando piuttosto la condizione di dipendenza e vulnerabilità a cui siamo sempre sottoposti. Proprio in virtù di tale stato, i rapporti significativi su cui basare il nostro agire etico sono identificati come relazioni asimmetriche di cura. Le autrici dell’ ethics of care hanno spesso fatto riferimento al paradigma materno per descrivere tali relazioni. Nel nostro intervento approfondiremo il tema della maternità, ponendo in luce gli elementi di distinzione rispetto al paradigma dell’homo economicus e sottolineando anche gli aspetti critici di tale proposta.
Silvia Dadà è ricercatrice presso il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa. I suoi interessi di ricerca includono i temi della vulnerabilità e della cura nell’ambito della bioetica e dell’etica delle nuove tecnologie. Oltre a diversi articoli in riviste scientifiche, ha pubblicato Il paradosso della giustizia (2021), Maternità e Alterità (2021), Etica della vulnerabilità (2022), Vulnerabilità digitale. Etica, intelligenza artificiale e medicina (2024). Ha inoltre curato e tradotto il volume di Jacques Derrida, Justices (2019).