
26/07/25 ore 9.30
ex Convento dei Minim
Cura, riproduzione, affetti. La costruzione politica dell'intimità
Le filosofie femministe hanno da sempre messo in discussione la neutralità del sapere a partire da posizioni situate, capaci di mettere in discussione i confini tra naturale e culturale e tra pubblico e privato.
In questo contesto la riflessione sulla cura e sulla riproduzione e la concezione della famiglia come di un luogo anche di lavoro diviene centrale per analizzare le linee politiche di inclusione ed esclusione, ma anche per illuminare processi di soggettivazione e rapporti di potere che vengono descritti come naturali perché intimi e privati.
La cura diviene così non soltanto un paradigma da opporre alla sopraffazione e alla violenza, ma anche uno strumento interpretativo per leggere la società: dall’accumulazione originaria tramite la caccia alle streghe svelata da Silvia Federici, al biolavoro globale descritto da Melinda Cooper e Catherine Waldby. Seguendo questa prospettiva proveremo ad analizzare l’intreccio tra personale e politico che emerge tra cura, riproduzione e affetti e che lega la dimensione soggettiva e quella globale.
Carlotta Cossutta Insegna Filosofia politica e teoria di genere all'Università "Statale" di Milano. Fa parte del centro di ricerca Politesse e della rete GIFTS- Studi di genere, intersex, femministi, transfemministi e sulla sessualità. Afferma di pensare meglio collettivamente e con Le smagliatrici (Valentina Greco, Arianna Mainardi e Stefania Voli) ha curato il testo Smagliature digitali. Corpi, generi e tecnologie per Agenzia X. Nel 2023 ha pubblicato Domesticità. Lo spazio politico della casa nelle pensatrici statunitensi del XIX secolo.