
24/07/26 ore 9.30
ex Convento dei Minimi
Il problema della materia nell'opera di Dante. Dall'influenza del neo-platonismo alla riscoperta dell'immanenza della vita politica
Il pensiero di Dante sui rapporti tra materia e forma oscilla intorno a due paradigmi difficili da conciliare. Soprattutto nei primi tre libri del Convivio, l’influenza del neo-platonismo spinge l’autore a presentare la vita umana all’interno di un ordine gerarchico e verticale dove il grado di perfezione massimo coincide con l’esistenza dematerializzata e dedita alla speculazione intellettuale esemplificata dagli angeli.
In alcune parti del De Vulgari eloquentia e della Commedia, invece, emerge una concezione dell’umano come essere essenzialmente politico e, in quanto tale, immerso in una dimensione orizzontale di relazioni, in cui i vari aspetti materiali legati al corpo (dalla fisicità della voce, ai flussi umorali attivati dalle passioni) costituiscono degli strumenti fondamentali per realizzarsi all’interno di una comunità fondata sulla possibilità dell’incontro e sulla sollecitudine verso il bene dell’altro. In questo modo il poeta conferisce un valore e un significato autonomo a una serie di esperienze legate intrinsecamente agli aspetti più immanenti dell’esperienza umana.
Tommaso Lombardi ha conseguito dottorato di ricerca in «Filologia e Critica» presso l’Università di Siena al termine di un percorso svolto in cotutela col Romanisches Seminar dell’Università di Zurigo. Attualmente è assegnista di ricerca presso l’Università di Siena e l’Ente Nazionale Giovanni Boccaccio, dove lavora a un progetto sulle interazioni tra il pensiero etico-politico medievale e il Decameron. Oltre che all’opera boccacciana (cui ha dedicato alcune pubblicazioni, tra recensioni, atti di convegno e saggi, tra cui: Fiammetta. Una Musa viva (e che insegna a vivere), in Donne di Carta. Personaggi femminili della letteratura italiana, da Dante a Tasso, a c. di Natascia Tonelli, Milano, San Paolo Edizioni, 2023), dedica una parte delle sue ricerche allo studio dell’opera dantesca e della sua fortuna.